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Mercati emergenti e banche centrali

Nella newsletter di questa settimana parlo anche della futura agenzia anti riciclaggio europea. Roma la vorrebbe ma la commissione tentenna

Cina. Le notizie che ci arrivano giornalmente dalla Cina non sono molto incoraggianti.  Vedendo le proteste per la politica adottata sullo Zero Covid tutto ci fa pensare che la narrazione imposta dal regime negli ultimi due anni non regge all’urto pandemico. Gli investitori sono prudenti, restano a guardare quanto sta accadendo tenendo conto della significativa correzione della crescita avvenuta nel 2021. Secondo RBC BlueBay Am non è più da considerare un mercato emergente.

 “Avere esposizioni in Cina deve essere una decisione ben ponderata, ed essere tattici e strategici in funzione del proprio portafoglio complessivo è ora possibile, poiché le correlazioni in calo separano il suo percorso dai mercati emergenti” riferisce Horsburgh, l’Head of Client Solutions di RBC BlueBay Asset Management.

Le nuove tendenze. Andrew McCaffery, global CIO di Fidelity International, evidenzia le tendenze che potrebbero dominare i mercati nel prossimo anno, scrive lo specialista che:

“È probabile che l’inflazione, che ha caratterizzato i mercati quest’anno, rimanga elevata, ponendo fine all’era del denaro facile e aumentando il rischio che l’eccessivo irrigidimento da parte delle Banche Centrali inneschi una recessione.

 “I mercati vogliono credere che le Banche Centrali cambino direzione, indirizzando l’economia verso un soft landing. Ma a nostro avviso, un hard landing rimane lo scenario più probabile nel 2023. La precedente regola del “whatever it takes” delle Banche Centrali durante la crisi finanziaria e la pandemia sta per finire, o è già finita. “Fino a quando i mercati non assorbiranno fino in fondo tale scenario, potremmo assistere a forti rialzi sulla scia dell’attesa mossa della Fed, per poi invertire la rotta quando questa non dovesse concretizzarsi nel modo previsto”. “Alla fine, i tassi dovrebbero stabilizzarsi, ma se l’inflazione rimane al di sopra del 2%, è improbabile si riducano in breve tempo”.

La nuova agenzia anti riciclaggio europea. Lasciamo da parte il settore più tecnico dell’educazione finanziaria e andiamo a vedere cosa accade tutti i giorni. Da Milano Finanza scopriamo che l’Europa ha acceso un faro sull’Italia sulla questione dell’antiriciclaggio. È una necessità che l’Europa ha espresso da qualche anno, fa parte di un pacchetto di proposte legislative volte a rafforzare le regole e allo stesso tempo a contrastare il finanziamento del terrorismo.

Così Mairead McGuinness, commissario europeo per i servizi finanziari: ” Dietro la storia del denaro sporco ci sono crimini che sono nefasti per i cittadini, per la società, le famiglie e le comunità. Contrastare il riciclaggio di denaro significa colpire al cuore la criminalità. Abbiamo esaminato dove si trovano le lacune del nostro quadro normativo e abbiamo detto: basta”. Roma è in lizza con Berlino e Varsavia per la sede della nuova agenzia, però la commissione, scrive il giornale, ha individuato alcune carenze in Italia nell’attuazione e nell’efficacia della disciplina dell’antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo.

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