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La ricchezza delle famiglie

Mesi di incertezze hanno spinto le famiglie a tagliare le spese e riducendo i consumi, un panorama non solo italiano secondo un report di Credit Suisse

Nonostante l’incertezza e la volatilità, il 2021 è stato un anno molto positivo per la ricchezza delle famiglie, grazie all’apprezzamento delle azioni e grazie al contesto favorevole guidato dalle politiche delle banche centrali nel 2020 con tassi di interesse bassi, pur se a costo di pressioni inflazionistiche. È quanto emerge dal tredicesimo Global Wealth Report di Credit Suisse, che mostra un’ulteriore crescita della ricchezza in tutte le aree geografiche, in particolare in Nord America e Cina. Ma la crescita del risparmio privato, dice il report di Credit Suisse, è stata accompagnata da un aumento del debito pubblico, come in molti altri Paesi. In Grecia, Italia e Spagna il rapporto fra debito pubblico e Pil ha registrato incrementi simili, passando da una media del 138,3% nel 2019 al 162,1% nel 2020, un valore superiore rispetto a quanto osservato, ad esempio, in Francia, Germania e Regno Unito. Nel 2021 il debito è sceso del 4,5% del Pil in Italia e del 13% in Grecia, rimanendo invece pressoché invariato in Spagna.

Alla Bce “non permetteremo che questa fase di alta inflazione si trasmetta ai comportamenti economici creando un problema di inflazione persistente. La nostra politica monetaria perseguirà un chiaro obiettivo: assolvere il nostro mandato di stabilità dei prezzi”. Questo il messaggio lanciato dalla presidente Christine Lagarde, nel suo intervento alla Karl Otto Pöhl Lecture, organizzata dalla Frankfurter Gesellschaft für Handel, Industrie und Wissenschaft.

Mantenere saldamente ancorate le aspettative di inflazione è “un imperativo” per la Bce, ha dichiarato Lagarde, e questo “contribuisce a spiegare perché, nelle ultime due riunioni del Consiglio direttivo, abbiamo innalzato i tassi di interesse di riferimento in totale di 125 punti base. È il ritmo di innalzamento più rapido della nostra storia e ha inviato un segnale forte riguardo alla nostra determinazione a ricondurre tempestivamente l’inflazione al nostro obiettivo di medio termine”.

Una guida pratica di Corriere economia per fare fronte al momento d’incertezza inflazionistica. Dall’app antispreco al discount per risparmiare sulla spesa. Ad agosto 2022 l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,4% su base annua da +7,9% del mese precedente. L’accelerazione si deve soprattutto ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +42,9% di luglio a +44,9%), dei beni alimentari lavorati (da +9,5% a +10,4%) e dei beni durevoli (da +3,3% a +4,2%). Di fronte a una situazione economica sempre più complicata, le famiglie stanno rivedendo le loro abitudini di acquisto e di consumo per cercare di risparmiare.

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