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Crescono i tassi dei mutui ma non in tutta Europa

In Europa i tassi dei mutui crescono in maniera differente, più vantaggiosi in Portogallo, Spagna e Francia molto meno in Italia, Germania e Grecia 

I tassi dei mutui sono tornati a crescere in Italia. La domanda che ci poniamo un po’ tutti è se esistono delle reali differenze tra le varie aree europee. Hanno dato una risposta a questo quesito un paio di siti e tra questi facile.it e mutui.it.

Le condizioni risultano essere ottime per quelli a tasso variabile e un po’ meno per il tasso fisso. Il confronto è stato fatto con Portogallo, Spagna e Francia, si parte da una base di 120 mila euro da restituire in 20 anni. In Italia il TAN parte da 2,89 % a differenza dello scorso anno che si attestava sullo 0,80%. Peggio di noi solo Germania e Grecia, molto meglio Spagna, Portogallo e Francia con tassi tra il 2 e 2,10%.

Come pianificano le famiglie italiane le loro finanze? A dircelo è la Consob che di recente ha pubblicato con l’Università di Tor Vergata un quaderno finanziario. Lo studio di dice che maggiore è la sicurezza finanziaria delle famiglie maggiormente si è portati a programmare la propria finanza personale per reagire agli imprevisti. Inoltre maggiore è la conoscenza della materia più si è propensi, come è ovvio che sia, a sfruttare questa conoscenza. Come dico da tempo l’ansia è nemica della progettazione e programmazione finanziaria. I risultati ottenuti mostrano un’associazione positiva tra pianificazione finanziaria e conoscenze finanziarie nonché la rilevanza dei comportamenti di financial control (controllo/gestione dei risparmi, delle spese e dell’indebitamento) e della condizione finanziaria complessiva.

UN titolo che ha catturato la mia curiosità è quello relativo ai guardiani dello Spred, in questo caso le agenzie di rating, le quali hanno messo in guardia sia Italia che Inghilterra sul problema deficit pubblico. La politica, ha di fatto, le mani legate soprattutto se non si vuole peggiorare la situazione. 

Volente o nolente, la politica ha le mani legate, costretta a seguire i diktat di quelli che sono noti come, nel caso dell’Italia in particolare, i guardiani dello spread. Nel caso del Regno Unito, Fitch ha tagliato l’outlook sul rating da “stabile” a “negativo”; un attenti al governo Truss è arrivato anche da Bloomberg con l’articolo “Uninvestable’ UK market lost £300bn in Truss’s first month”, ovvero “Il mercato UK non investibile ha perso 300 miliardi di sterline nel primo mese di Truss”.

Se guardate i correlati a questo post potrete notare la differenza del costo dei tassi tra il periodo pandemico e quello post pandemico che stiamo attualmente vivendo.

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