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Cala il numero dei super ricchi in Cina

Un dato che va associato alle varie vicissitudini mondiali, dalle guerre alla politica covid zero.

In Cina scendono vorticosamente i patrimoni dei più ricchi. Le cause, scrive Agi, si possono ricercare soprattutto nella politica zero covid messa in piedi dal paese la quale comprende lunghe chiusure per le aree infette, ma è anche conseguente alla guerra in Ucraina e in altre parti del mondo. Scrive il sito:

La rigida linea dello “zero Covid”, e le ripercussioni della guerra in Ucraina, si abbattono sugli uomini più ricchi della Cina, che vedono calare i loro patrimoni ai ritmi più rapidi degli ultimi 24 anni.

Secondo l’ultima classifica annuale di Hurun Report, che traccia le fortune degli uomini più ricchi della Cina, solo 1.305 persone sono riuscite a superare la soglia dei cinque miliardi di yuan di patrimonio (circa 690 milioni di euro) l’11% in meno dello scorso anno, e complessivamente le loro fortune hanno raggiunto un totale di 3.500 miliardi di dollari, in calo del 18% rispetto allo scorso anno.

“Quest’anno ha visto la più grande caduta nella Hurun China Rich List degli ultimi 24 anni”, ha commentato Rupert Hoogewerf, fondatore della classifica e capo delle ricerche, e lo scenario non appare dei migliori.

Qualche giorno fa è stato reso noto il rapporto Oxfam che contiene anche molti dati sull’inquinamento globale e sulla lotta alla povertà. Nel rapporto si evidenzia che:

Gli investimenti dei 125 miliardari più ricchi del mondo causano ogni anno 393 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica, una produzione di CO2 equivalente a quella dell’intera Francia.

In altre parole le emissioni annuali di un miliardario medio sono un milione di volte superiori a quelle di una persona appartenente al 90% più povero della popolazione mondiale.

Il rapporto di Oxfam ha analizzato il modo in cui 125 delle persone più ricche del mondo hanno investito il loro denaro e ha esaminato le emissioni di anidride carbonica di tali investimenti. E dall’analisi è emerso che i Paperoni inclusi nello studio hanno una partecipazione collettiva di 2,4 trilioni di dollari in 183 società, il che equivale in media a 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse per miliardario all’anno. Le persone al di fuori del 10% più ricco del mondo emettono in media 2,76 tonnellate metriche di anidride carbonica all’anno.

Cambia anche la prospettiva del mercato immobiliare. Nei primi sei mesi dell’anno a comprare casa in Italia sono state per lo più famiglie (68,1%) mentre il 31,9% degli acquirenti è single. Rispetto agli ultimi anni si registra una costante contrazione della percentuale di compravendite da parte di famiglie, aumenta infatti la componente di acquirenti single anche grazie alle agevolazioni sui mutui per i giovani.

A renderlo noto è l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che ha analizzato le compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate nel primo semestre del 2022. Focalizzando l’analisi solo sugli acquisti da parte di famiglie, si evidenzia come la tipologia più compravenduta sia il trilocale, scelto nel 34,6% dei casi.

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