Federal-reserve_781x498I mercati azionari rimangono condizionati da un clima di incertezza. Negli USA la pubblicazione di dati macro inferiori alle attese ha aumentato i timori già presenti di un peggioramento congiunturale della prima economia mondiale, spostando a dopo l’estate le attese degli operatori su un possibile rialzo dei tassi da parte della FED.

In particolare, l’America ha dovuto fare i conti con una stagione delle trimestrali alquanto deludente che ha registrato una riduzione del 8% degli utili. Di contro i recenti dati sul mercato del lavoro hanno registrato 274.000 richieste di sussidi in netta crescita rispetto al mese precedente e alle aspettative, offrendo il quadro di un mercato del lavoro sano. Lo conferma il tasso di disoccupazione che è rimasto costante al 5%. Anche il mercato produttivo sembra restituire dati contrastanti: l’indice ISM manifatturiero, sceso a 50,8, si contrappone a quello non-manifatturiero che invece è cresciuto mostrando un buono stato di salute dei servizi in USA.

L’Europa, invece, continua ad essere impegnata nelle vicende politiche che vedono sempre più forti le candidature di partiti antieuropeisti. Il caso dell’Austria, con la vittoria al primo turno del partito di estrema destra antieuropeista, è un segnale di questo allontanamento dai valori fondanti della Comunità Europea. Si è tornato a discutere del piano di salvataggio della Grecia. Il parlamento ellenico ha varato riforme in campo pensionistico e introdotto nuove imposte sul reddito che permetteranno aumenti di entrate e minori spese per 3,6 miliardi di euro; una condizione richiesta dai creditori internazionali per erogare la prossima tranche di aiuti pari a 5 miliardi di euro. Rimane aperto il tema della ristrutturazione del debito, questione di fondamentale importanza per il Fondo Monetario Internazionale e di non facile risoluzione sul tavolo della Commissione Europea.