La discesa dei tassi dei mutui

La discesa dei tassi dei mutui non accenna a diminuire

La discesa dei tassi dei mutui non si ferma anzi accelera a causa dell’attuale crisi. Che sia mutuo o surroga oggi conviene. 

Continua la discesa dei tassi dei mutui. Sembra ormai una caduta libera quella che sta interessando mutui e surroghe. Dall’inizio dell’anno gli indici Euribor sono scesi di circa 12 punti base. Ad uscirne favoriti, in questo caso, sono i titolari di mutuo a tasso variabile. Gli indici EURIS che regolano i mutui a tasso fisso hanno perso per strada oltre mezzo punto dall’inizio dell’anno. Visto il quadro attuale stipulare oggi un mutuo o una surroga, sia fisso che variabile, è estremamente vantaggioso. 

Mutui, quanto dureranno i tassi bassi?

A spiegarlo è il sito Borsa Italiana.

La crisi economica degli ultimi mesi, accelerata dal Covid-19, aveva spinto in un primo momento il trend verso un rialzo dei tassi. Basti vedere il livello degli indici Euribor nel mese di aprile, quando sembrava che salissero verso quota zero, per poi frenare, con la scadenza trimestrale scesa fino a -0,16 e quella semestrale a -0,11. Oggi, i tassi Euribor sono tornati ai livelli dei minimi storici e lo stesso vale per gli indici IRS.

L’andamento al ribasso dell’Euribor e dell’Eurirs, come abbiamo visto, è andato di pari passo nell’ultimo periodo. Ma è importante ricordare che i due indici, uno relativo al tasso variabile e l’altro riferito al tasso fisso, subiscono un’influenza tra loro diversa e non è detto che in futuro possa verificarsi che un parametro si manterrà stabile, o addirittura scenderà, mentre un altro subirà un rialzo. L’Euribor segue in modo diretto la politica monetaria definita dalla Banca Centrale Europea, mentre l’Eurirs è legato ai dati sull’inflazione. Da una parte, l’indice Euribor non dovrebbe accusare particolari oscillazioni, viste anche le decisioni prese negli ultimi anni dal Consiglio direttivo della BCE, prima sotto la guida di Mario Draghi e da quasi un anno con la presidenza di Christine Lagarde, che lasciano presagire una conservazione dei tassi bassi ancora a lungo. Dall’altra parte, gli occhi degli operatori sono puntati sul Recovery Plan, il programma europeo di emergenza, finanziato dai Recovery bond, che prevede lo stanziamento di ingenti capitali con l’obiettivo di innescare una serie di iniziative di stimolo all’economia dei Paesi più colpiti dal Covid-19. L’efficacia di queste misure, infatti, potrebbe portare ad una spinta dei consumi, con relativo aumento dell’inflazione. E come abbiamo visto, gli indici IRS, essendo legati all’inflazione, potrebbero aumentare sensibilmente. Un potenziale rialzo degli IRS non sarebbe da considerarsi un aspetto negativo in quanto, al contrario, sarebbe un segnale di un’auspicabile ripresa dell’economia, ma per quanto riguarda i mutui, certamente, bisognerà fare i conti con un possibile aumento dei tassi, almeno sul fisso.

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