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Cripto valute e euro digitale, futuro e differenze

Le cripto valute e l’euro digitale sono gli argomenti sulla scrivania delle banche centrali. Il loro futuro potrebbe essere immediato.

Si torna a parlare di cripto valute ed euro digitale. I pagamenti on line sono sicuramente il futuro ma anche questo strano presente che stiamo vivendo con la pandemia. Facciamo un resoconto su quanto stanno lavorando le banche centrali.

L’ascesa dei metodi di pagamento digitali è sicuramente un fenomeno in forte aumento e la volontà di ridurre l’utilizzo del contante è ormai un dato consolidato.

Scendono quindi in campo ufficialmente la FED e la BCE, che tenteranno di colmare il gap con l’unico vero player “pubblico” sul fronte digital money: la People’s Bank of China, che sta testando da anni nuovi sistemi di pagamento per arrivare alla digitalizzazione dello Yuan. Nel Paese del Dragone, i sistemi di pagamento extrabancari – come WeChat e Alipay – sono già molto diffusi tra la popolazione e questo potrebbe rendere l’affermazione dello Yuan digitale più semplice.

Tra i membri del Board che lavora sul progetto europeo c’è l’italiano Fabio Panetta, alla guida della Task force sulla central bank digital currency, secondo cui l’euro digitale renderebbe la moneta più appetibile, rafforzando di conseguenza il sistema finanziario.

I cittadini sarebbero dotati di una carta/tessera che funzionerebbe da borsellino elettronico, privato e personalizzato, in cui poter caricare la moneta in forma digitale.

Per poter usufruire delle criptovalute delle banche centrali non servirà un conto in banca, ma un nuovo conto agganciato direttamente alla BCE, che, come da progetto, delegherà la gestione al dettaglio dei conti alle banche nazionali.

Operazioni come quella di “Helicopter Money” della FED sarebbero facilitate, trasparenti e sicure. (Redazione Wall Street Italia)

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Cripto valute e euro digitale, le differenze

A spiegarne le prospettive dell’euro digitale il professor Borgonovo.

«Con le criptovalute c’è un problema di riciclaggio perché non è detto che il denaro che confluisce sia del tutto pulito, soprattutto perché si riesce più facilmente a nascondere le identità di coloro che mettono il denaro nel sistema. Un tipo di finanza che potrebbe diventare oscura. Però le criptovalute sono appetibili come mezzo di investimento. Una valuta digitale centralizzata copre questi due aspetti: la privacy di chi ne fa uso viene conservata, pur essendo nota alla Bce, e le transazioni sono pulite. Inoltre, si crea un sistema di scambi pagando in cripto valute garantite dalla Banca centrale europea». Su cosa sarà l’euro digitale ci sono però ancora alcuni dubbi che non hanno una risposta certa. Sarà ancorato al valore dell’euro oppure vivrà di un mercato di scambi? «Se segue il valore dell’euro diventa come un conto in banca, se segue gli scambi diventa uno strumento di speculazione con un rischio. Questa politica verrà decisa dalla Bce, probabilmente in base a studi scientifici».

Notizie in breve

I parlamentari europei voteranno la prossima settimana sulla legislazione che potrebbe eliminare gli “hamburger vegetariani” dagli scaffali. Il Parlamento europeo sta valutando due emendamenti che vieterebbe l’uso di nomi di carne e latticini per alimenti di origine vegetale, che includerebbe anche termini come “salsiccia vegana” o “stile yogurt”. Questi emendamenti rientrano in uno dei tre fascicoli che compongono la mastodontica riforma della politica agricola comune, che copre specificamente le modalità di commercializzazione dei prodotti. (ZOSIA WANAT/ Politico)

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L’intelligenza artificiale al servizio delle banche e istituti finanziari

L’intelligenza artificiale è già una realtà nelle banche mondiali e in grossa parte di quelle italiane. Gestiscono numerose risorse.

Gli istituti di credito  investono sempre di più sull’intelligenza  artificiale per migliorare la produttività. 

Wall street Italia spiega in questo articolo le dinamiche dell’IA in ambito bancario:

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è sempre più diffuso anche nel mondo dei servizi finanziari. Nel settore bancario gli istituti di credito hanno iniziato ad investire in questa tecnologia sviluppando specifiche applicazioni e creando partnership con il mondo fintech.

Banche e assicurazioni in tutto il mondo sono sempre più consapevoli del potere di queste tecnologie e stanno studiando come l’intelligenza artificiale può aiutarli ad introdurre nuovi servizi sul mercato e migliorare la produttività delle strutture esistenti.

Il sondaggio sull’Intelligenza artificiale

Secondo un sondaggio condotto congiuntamente da Efma e Deloitte tra i manager del mondo bancario l’impatto maggiore dell’uso dell’intelligenza artificiale si avrà proprio nella gestione dei clienti per il 65% degli intervistati, nelle operazioni di back office (52%) e nella consulenza finanziaria (42%).

Computer e vita quotidiana

Cosa succede in Italia

Qui finanza  fa il punto sulla situazione italiana dove l’Intelligenza artificiale (IA) è già una realtà nelle banche operanti in Italia. Lo afferma l’ABI, confermando che quasi il 90% delle realtà che hanno partecipato ad una prima indagine messa a punto dal centro di ricerche ABI Lab, ha attivato o sta attivando un progetto sull’Intelligenza artificiale tra iniziative allo studio, in fase pilota o in produzione. Alla ricerca hanno partecipato 22 realtà tra banche e gruppi bancari, oltre a quattro tra i principali fornitori esterni interbancari, rappresentativi in termini di dipendenti dei tre quarti del mondo bancario in Italia.

Dall’indagine emerge che l’Intelligenza artificiale sta avendo, dunque, un impatto pervasivo e significativo per le banche italiane. Per quanto concerne il cliente, gli ambiti di processo su cui si sta lavorando maggiormente riguardano: il contact center (73% dei rispondenti), servizi al cliente (65%).

Notizie in breve

Il settore immobiliare commerciale americano è in difficoltà e le turbolenze nel mercato da $ 15 trilioni minacciano di riversarsi nel più ampio sistema finanziario proprio mentre gli Stati Uniti lottano per uscire da una recessione. Più a lungo la pandemia paralizza hotel, rivenditori ed edifici per uffici, più è difficile per i proprietari di immobili far fronte ai pagamenti dei mutui, sollevando lo spettro di diffusi declassamenti, insolvenze ed eventuali pignoramenti. Mentre aziende come JC Penney, Neiman Marcus e Pier 1 dichiarano bancarotta, le proprietà commerciali stanno perdendo i principali inquilini senza un piano chiaro per sostituirli, mentre gli hotel sono al di sotto del 50% di occupazione. (KATY O’DONNELL/Politico).

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Il salvadanaio digitale e l’educazione finanziaria in tempi di Covid19

Il salvadanaio digitale può essere un’ottima opzione per imparare a risparmiare. È presente in molte app bancarie tra le quali Widiba

Il salvadanaio digitale è un’ottima idea per chi si avvicina per la prima volta alle varie opzioni di risparmio. È molto utilizzato dai più giovani che puntano a mettere da parte un gruzzolo per acquistare qualcosa o semplicemente per avere un futuro più solido. Da questo punto di vista ha una funzione prettamente educativa, ci aiuta a capire l’importanza del risparmio. 

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Istat: il reddito familiare diminuisce e aumenta la propensione al risparmio delle famiglie.

Il reddito familiare tende a scendere aumentano invece i risparmi custoditi. L’Istat fotografa l’Italia dell’era Covid.

Il secondo trimestre dell’Istat ci consegna una foto prevedibile delle famiglie italiane. Fra il maggio e il giugno 2020 il reddito familiare disponibile è diminuito del 5,8 % rispetto al precedente trimestre con un calo dei consumi arrivato all’11,5%.

Aumenta la propensione al risparmio famigliare

Nel periodo più duro, durante la chiusura totale del paese, le famiglie hanno incrementato la propensione al risparmio di circa 5,3 punti percentuali. In un momento estremamente difficile per la nazione sono calati i redditi ma anche i consumi. Diminuito anche il tasso d’investimento delle stesse per a 0,9 punti. Scrive l’Istat:

“Il reddito disponibile delle famiglie ha segnato, dopo il calo del primo trimestre, una contrazione marcata – seppure molto meno ampia di quella registrata dal Pil nominale – che si è tradotta in una riduzione del potere di acquisto”, ha commentato l’istituto nazionale di statistica, “il tasso di risparmio è aumentato fortemente nel secondo trimestre per la decisa contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie”.

Il rapporto prosegue affermando che il 15% delle famiglie ha perso in quel periodo oltre la metà del loro reddito complessivo.

man standing beside his wife teaching their child how to ride bicycle
Photo by Agung Pandit Wiguna on

Aumenta la pressione fiscale

Con la “marcata riduzione delle entrate fiscali e contributive”, ha aggiunto l’Istat, nel corso del secondo trimestre è anche aumentata di 1,8 punti la pressione fiscale, che si è portata al 43,2%.

Cosa s’intende per pressione fiscale? La pressione fiscale è il rapporto tra i tributi e il reddito imponibile dei contribuenti. La pressione fiscale è un indicatore economico rappresentato in termini percentuali. Misura la quota del reddito prelevato dallo Stato o dagli enti locali tramite imposte, tasse e tributi allo scopo di finanziare la spesa pubblica. La pressione fiscale è detta anche pressione tributaria. Pur essendo utililizzati come sinonimi nel linguaggio corrente, i due termini sono associati a un diverso significato economico. (1) La pressione fiscale viene calcolata mettendo in relazione quest’ultima con il prodotto interno lordo. (2)

Elezioni americane, dove e come investire nel prossimo futuro

Le elezioni americane sono alle porte. Il duello tra i due sfidanti entra nel vivo con i primi dibattiti televisivi. I colossi finanziari si preparano.

Le elezioni americane entrano nel vivo. Ieri sera, per noi in nottata, si è svolto il primo duello televisivo tra i due sfidanti alle presidenziali, Donald Trump e John Biden. Cominciamo a guardarle da vicino, una sfida fondamentale per i nostri investimenti presenti e futuri. I colossi finanziari americani si preparano e rilasciano le prime analisi approfondite sulle mosse degli investitori proprio in vista di questo scontro.

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La discesa dei tassi dei mutui

La discesa dei tassi dei mutui non accenna a diminuire

La discesa dei tassi dei mutui non si ferma anzi accelera a causa dell’attuale crisi. Che sia mutuo o surroga oggi conviene. 

Continua la discesa dei tassi dei mutui. Sembra ormai una caduta libera quella che sta interessando mutui e surroghe. Dall’inizio dell’anno gli indici Euribor sono scesi di circa 12 punti base. Ad uscirne favoriti, in questo caso, sono i titolari di mutuo a tasso variabile. Gli indici EURIS che regolano i mutui a tasso fisso hanno perso per strada oltre mezzo punto dall’inizio dell’anno. Visto il quadro attuale stipulare oggi un mutuo o una surroga, sia fisso che variabile, è estremamente vantaggioso. 

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Assegni pensionistici più bassi dal 2021 per i nuovi pensionati, è l’ora di integrare

Assegni pensionistici sempre più bassi. È chiaro che il tradizionale assegno dell’Inps non basta più e bisogna pensare ad una pensione integrativa

Dal 2021 gli assegni pensionistici saranno più bassi rispetto al 2019 e al 2020. Una sfortuna per chi potrà andare in pensione nel nuovo anno, il perché è presto detto. Chi andrà in pensione nel 2021 perderà una piccola quota perché il calcolo col sistema contributivo sarà fatto con i nuovi coefficienti di trasformazione che saranno più bassi rispetto ai pensionati del 2019-2020.

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Investimenti post Covid. Su cosa puntare

Gli investimenti post Covid possono essere svariati. Dal più tranquillo Bot per arrivare a puntare sui mercati europei.

Noi italiani non siamo famosi per la nostra propensione al rischio. È palese un po’ a tutti la nostra poca inclinazione a rischiare per avere qualcosa in più. A causa di questa scarsa propensione la liquidità immobilizzata dalle famiglie è arrivata a 1500 miliardi di euro, una paura che ci blocca e che non ci fa guadagnare quanto dovremmo.

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Il fondo sovrano norvegese continua ad essere il primo al mondo

Il fondo sovrano norvegese descritto da Leopoldo Gasbarro. Il giornalista economico di Wall Street Italia ha tracciato il profilo di uno dei fondi sovrani più interessanti, quello norvegese. È il primo al mondo, il suo valore ammonta all’astronomica cifra di Mille Cento Ottantasei miliardi Seicento Settanta milioni di dollari. Li vale tutti in realtà, il primato del Fondo Scandinavo è stato certificato anche quest’anno e pubblicato all’interno della speciale classifica di prodotti finanziari omologhi editata dallo SWFI Institute.

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La banca online e i suoi vantaggi

La banca online ha i suoi vantaggi per diverse ragioni, tra i primi sicuramente la flessibilità e l’indipendenza che regala al cliente

I vantaggi di avere una banca online sono molteplici. Il modello tradizionale di istituto di credito ormai risulta abbondantemente superato visti i servizi innovativi che una banca di questo genere può fornire. Vediamoli nel dettaglio.

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Batterie al litio, nel 2040 raggiungeranno quota 200 milioni di euro

Le batterie al litio sono fondamentali per la moderna tecnologia mobile. Nel 2040 raggiungeranno un giro d’affari pari a 200 milioni di euro

Batterie, croce e delizia dell’uomo moderno. Le ricerche condotte ci rivelano che i consumatori tendono a spostarsi sempre più verso dispositivi elettronici smart e dalla comprovata autonomia. Il giro d’affari della batterie agli ioni di litio, secondo alcune previsioni della commissione europea, arriverà a toccare i 200 milioni di euro nel 2040.

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Impact investing continua a crescere nonostante la pandemia

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L’impact investing è un settore in crescita anche durante la crisi economica post Covid – 19. Gli investitori si dicono propensi anche ad aumentare il volume del denaro.

Continua a crescere il mercato dell’impact investing nonostante la crisi post Covid – 19. A dirlo un’indagine del GIIN (Global Impact Investing Network) effettuata proprio nei mesi di piena pandemia tra febbraio e aprile 2020. 

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Italiani e i pagamenti online, una ricerca ci svela cosa preferiscono

Italiani e i pagamenti online tante le novità, una recente ricerca web rivela che il 67% li preferisce rispetto ai contanti

È stata pubblicata una ricerca sul rapporto degli italiani e i pagamenti online. Quello che viene fuori è molto interessante soprattutto per chi come me lavora in una banca online.

Prima di tutto sfata un mito. Solo il 20% degli italiani preferisce pagare in contanti, il 67% è favorevole al pagamento elettronico con l’eliminazione, però, delle commissioni sui pagamenti.

Le analisi sono state condotte da T – Voice su più di 48 mila testi in lingua italiana riguardanti il tema pagamento in contanti presenti sul web e sui principali social nel periodo tra il 15 e il 30 giugno. Negli schemi presentati si vede molto chiaramente che gli italiani si stanno confrontando su questo tema facendolo diventare virale. I temi affrontati sono:

  • Abolizione del pagamento tramite contante
  • Incentivi per il pagamento elettronico
  • Utilizzo dei pagamenti detti smart pay

Cosa preferiscono gli italiani

L’analisi del web ci rivela che il 45% degli italiani utilizza la carta di credito o di debito per pagare, il 35% tramite app mobili quindi attraverso smartphone. Solo il 20% utilizza per lo più i contanti.

Ne ho parlato in altri post, la lotta al contante è il tema del momento e questa ricerca ne ha affrontato anche i termini. Ebbene veniamo alle tendenze, il 67% degli italiani sul web ritiene che dovrebbe essere eliminato o comunque fortemente ridimensionato. Favorevole all’uso il 33%.

Una lotta di civiltà

Le opinioni in merito sono diverse. Oltre che arginare l’evasione fiscale secondo alcuni utenti potrebbe essere utile per avviare il paese verso una nuova digitalizzazione. Dopo la bancarotta del colosso tedesco Wirecard, però, l’andamento dei giudizi nell’ultima settimana di giugno è un po’ cambiato con un aumento dei contrari nei confronti del pagamento on line. Un andamento, comunque, fisiologico vista la vicenda.  

fonte: wallstreetitalia.it


Prelevare più di mille euro dal conto, quali sono le regole

Prelevare più di mille euro dal conto corrente potrebbe essere un rischio con le nuove leggi vigenti, vediamo come è possibile fare senza incorrere in sanzioni.

Prelevare più di mille euro dal conto oggi potrebbe essere un rischio? Questa è la domanda che in tanti si stanno facendo sin dal primo luglio. Un domanda lecita soprattutto per chi ha necessità di dover disporre del proprio denaro per vari utilizzi. Prelevare del denaro, oggi, è sempre fonte di molti dubbi e incertezze. Cerchiamo di fare chiarezza. Il prelievo fatto dall’ATM  è diverso da quello concluso allo sportello fisico, entrambi hanno la stessa finalità ma con differenze sostanziali.

Il pagamento con bancomat o il prelievo dei soldi subisce delle limitazioni giornaliere da parte delle banche. Si tratta di un meccanismo di autotutela per evitare frodi o altro in caso di smarrimento o furto della tessera. Il massimale del prelievo può essere modificato con un accordo con la banca passando da 500 a 1500 euro. Gli importi superiori sono appannaggio dello sportello fisico, qui non esistono limitazioni di sorta però se si supera una certa soglia è possibile che la banca segnali il correntista all’Uif. Questo è quanto stabilisce l’art. 35 del D. Lgs. n. 231/2007. Una regola a cui ogni singolo cittadino deve sottostare non solo imprenditori o singoli professionisti benché questi ultimi debbano rispondere ad altre regole ben più stringenti. 

Tra le transazioni più pericolose abbiamo i versamenti con bonifico e quelli in contanti, occorre anche aggiungere che un prelievo eccessivo di banconote può mettere in allarme la banca. Potrebbe essere il preludio per un controllo più approfondito da parte dell’istituto bancario.

Per non incorrere in segnalazioni all’Uif che regole bisogna rispettare? Non esiste una risposta unica, molto varia dal soggetto in questione. Le persone fisiche (privati e professionisti) hanno un limite di contante di 10 mila euro nel mese solare, di fatto non esistono vere soglie giornaliere. La banca può decidere di chiedere conto alla persona su prelievi ritenuti inusuali. Nel caso di persone giuridiche con reddito d’impresa ci sono dei vincoli più stringenti, il prelievo può raggiungere un massimo di 1000 € al giorno e di 5000 € nell’arco di un mese.  



Soldi in giacenza e conti dormienti, un po’ di chiarezza

I soldi in giacenza sono disciplinati da un apposito comma del codice civile. Cerchiamo di capire come funziona. 

Soldi in giacenza, che significa? Vengono usati della posta o della banca? Una domanda che mi viene posta molto spesso sulla quale cercherò di fare chiarezza. Il consiglio che ho sempre dato è quello di evitare di avere troppi risparmi sul conto corrente, cosa che ho scritto anche su diversi altri post. Vediamo però nel dettaglio cosa succede quando i soldi vengono lasciati sul conto. Esiste un articolo del Codice Civile che mette ordine a questo passaggio. L’articolo che lo disciplina è il 1834 dove si legge che la banca o la posta ne diventano momentaneamente proprietari subito dopo il deposito, anche se fittizziamente. La proprietà termina in due momenti precisi, il primo è alla scadenza del contratto bancario, il secondo dipende dalla volontà del titolare del conto che ha la possibilità di ritirare le somme in qualunque momento. Praticamente finché il denaro rimane in deposito o non arriva a scadenza banche e posta lo utilizzano. Questo in situazioni normali. 

I conti dormienti

I conti dormienti a differenza dei soldi in giacenza non sono mai stati movimentati per un arco temporale variabile tra i dieci e i venti  anni. Passato questo lasso di tempo il Ministero dell’Economia e Finanze potrebbe inviare delle verifiche per capire se vi sono degli eredi che possono beneficiarne. 

Possono richiedere il rimborso dei soldi di un conto corrente dormiente, già trasferiti sul Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i titolari di conti di:

  • Un deposito di denaro non sottoposto ad alcuna movimentazione per almeno 10 anni. In questo caso ci si riferisce a conti correnti, certificati di deposito oppure un libretto di risparmio;
  • Strumenti finanziari che non vengono movimentati da 10 anni;
  • Titolari di un assegno circolare che non si è incassato per tre anni;
  • Rendite di una polizza assicurativa non movimentate per 2 anni;
  • Buoni fruttiferi postali che non sono stati incassati entro 10 anni dalla scadenza e sono stati emessi dopo il 14 aprile 2001.

Per ottenere il rimborso è necessario inviare la domanda tramite raccomandata a/r o raccomandata a mano a: Consap S.p.A – Rif. Rapporti dormienti, via Yser, 14 00198 Roma. In alternativa è possibile inviare una mail all’indirizzo rapportidormienti@consap.it.  Il contenuto della raccomandata è un modulo scaricabile da www.consap.it/media/1133/rd_attestazione-devoluzione.pdf. In allegato non devono mancare un documento di identità ed il codice fiscale del titolare del conto, oppure il suo certificato di morte, nel caso di decesso. Da inserire anche copia del conto corrente. La domanda può essere accolta anche dopo mesi, e il rimborso avverrà mediante bonifico o assegno.


La richiesta di mutui riparte dopo la quarantena

la richiesta di mutui sale

La richiesta di mutui riparte dopo la quarantena, secondo una ricerca di facile.it si è avuto un incremento del 9%

Riparte alla grande la richiesta di mutui dopo la fine del lockdown. Lo dimostrano alcune ricerche di facile.it e mutui.it, le banche hanno ricominciato ad erogare credito alle famiglie. L’ultimo rilevamento fatto tra il 1 maggio e il 15 giugno 2020 svela un incremento del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno raggiungendo i 134.315 € di incremento. Lo studio evidenzia che l’erogato medio è tornato a livelli di inizio anno nonostante la situazione poco felice dell’economia. In realtà gli istituti di credito si sono adeguati all’attuale scenario della pandemia, per questo motivo la cassa integrazione non è più un motivo di diniego per la richiesta di un mutuo futuro. Nel pre pandemia era ritenuto un fattore a sfavore, oggi si tende a chiudere un occhio. Minore rigidità anche per le prime rate da pagare, alcuni istituti di credito sono arrivati ad accordare l’inizio del pagamento della rata dopo 12 mesi dalla stipula concedendo un bel po’ di tempo al sottoscrittore. Altri hanno pensato bene di lanciare i finanziamenti green con tassi agevolati per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica.

Richiesta di mutui e case ad efficienza energetica

La richiesta di mutui per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica sono particolarmente incentivati dalle banche. Queste costruzioni hanno caratteristiche moderne e la peculiarità di disperdere il minor calore possibile e mantenere le condizioni ambientali stabili all’interno della casa in tutte le stagioni. Si punta ad un edificio del tutto isolato per evitare inutili dispersioni. Tutto ciò riesce a diminuire il fabbisogno energetico della casa e quindi anche il consumo. In un’ottica decisamente green le banche incentivano questi acquisti. Ma cosa rende una casa energeticamente efficiente? Dipende molto dai materiali e dai sistemi per l’isolamento termico, gli esperti consigliano i sistemi con tipologia di isolamento per coperture, piuttosto che isolamento a cappotto, hanno una durata di oltre 30 anni se sono ben realizzati.

Pagamento in contante, dal primo luglio si cambia

Cambiano le regole del pagamento in contante dal primo luglio. Da questa data, infatti, entra in vigore la norma che limita il pagamento in contanti. Questo vuol dire che pagare 2000 € in soldi liquidi diventerà fuori legge anche nel caso di donazioni. I movimenti di denaro sopra questa cifra saranno possibili solo con bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito o bancomat. A stabilire il limite del denaro in contante è il decreto n. 124/2019 della legge di bilancio.

Pagamento in contante addio, perché?

La nuova norma introdotta nasce per evitare il riciclaggio del denaro sporco e l’evasione fiscale, a dover prestare attenzione dovranno essere anche le famiglie, la regola non dovrà essere seguita solo da imprenditori o società ma anche dai singoli cittadini. Nello specifico se la nonna vuole regalare del denaro alla nipote per il nuovo smartphone dovrà farle un assegno da poter incassare in banca, in alternativa potrà fargli un bonifico. Un altro esempio potrebbe essere l’acquisto di un elettrodomestico per la famiglia, sia esso un frigorifero o un televisore, anche in questo caso il pagamento dovrà avvenire seguendo i dettami imposti dalla nuova norma utilizzando  un assegno oppure un pagamento con bancomat. 

Le sanzioni 

Per ogni norma che si rispetti esistono anche delle sanzioni e in questo caso non sono lievi. Si va dai 2000 ai 50 mila €. L’ulteriore novità è che dal primo gennaio 2022 il maneggio dei contanti scenderà a  999,99 €, tutti i pagamenti sopra i mille euro saranno ritenuti fuori legge. Vengono fatti salvi quelli che avvengono per contratto o per consuetudine, un esempio calzante può essere quello del dentista.  Per invogliare  l’impiego di carte e bancomat a commercianti e professionisti ci saranno alcuni bonus come il riconoscimento di un credito d’imposta per ogni transazione elettronica ricevuta.

fondo pensione

Il fondo pensione è uno strumento di garanzia per il futuro

Il fondo pensione è uno strumento molto utile per avere una vecchiaia serena, in alternativa si può puntare sui PAC altrettanto utili. Ecco una simulazione. 

Il fondo pensione è una garanzia per il futuro. Se il vostro sogno è quello di avere una sicurezza per la vecchiaia sappiate che non è un azzardo ma è solo questione di programmazione e di affidarsi a gente che sa strutturare il tuo futuro con investimenti adeguati. Anche qui, come in molte altre situazioni, la costanza è importante per raggiungere l’obbiettivo prefissato. 

Cominciamo col dire che abbiamo bisogno per partire di una certa somma, non esagerata ma il giusto per cominciare. Iniziando da questa base cercheremo di capire quanto si può mettere da parte. Partiamo da un caso limite, presupponiamo di avere un deposito di 70 mila euro, ogni mese riusciamo ad accantonare 150 € investendo in uno strumento finanziario che ci renda il 5% annuo. Dopo venti anni avremo messo da parte 248.225,49 € di cui 142 mila € saranno interessi. Non è magia ma solo una buona pianificazione finanziaria. A conti fatti da qui a venti anni potremmo avere una rendita di circa mille euro al mese. Con le dovute proporzioni e affidandosi ad un consulente finanziario si potrà decidere d’investire in un fondo pensione classico oppure in un PAC (piano d’accumulo capitale), un obbligazionario ad alto  rendimento. Per saperne di più su questi strumenti a breve pubblicherò un Ebook guida nella pagina delle risorse gratuite

Fondo pensione o PAC?

Sono strumenti molto utili entrambi. Assolvono egregiamente al loro compito, tutto sta nel capire che obiettivo vogliamo raggiungere per gestirli al meglio. Il fondo pensione è un’integrazione della pensione. In pratica, il lavoratore può decidere di versare una parte del proprio stipendio in uno di questi fondi che hanno lo scopo di raccogliere e investire in modo sicuro il denaro del risparmiatore ed erogarglielo successivamente, nel momento in cui questi smetterà di lavorare. Il PAC, come abbiamo detto prima, è un piano d’accumulo molto utilizzato sul lungo – medio periodo.

 


Questi i miei orari di lavoro. Contattami.

Tel. +39 333 2577422

Lunedì
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Martedì
9:00 – 18:00
Mercoledì
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9:00 – 18:00
Venerdì
9:00 – 18:00
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investimenti finanziari

Gli italiani e gli investimenti finanziari, una ricerca ci indica le tendenze

Gli investimenti finanziari non sono mai stati un obiettivo per gli italiani. Gli abitanti del Bel Paese preferiscono non rischiare. 

In fatto di investimenti finanziari gli italiani, notoriamente, non sono propensi al rischio. A testimonianza di questa tendenza l’ultima analisi del sindacato Fabi sui risparmi degli italiani per 2019. Dalla stessa emerge che complessivamente hanno messo da parte 45 miliardi di euro facendo aumentare la ricchezza delle famiglie arrivando a quota 4.445 miliardi complessivi depositati. 

I dati parlano di cifre considerevoli. Sui conti correnti troviamo 1000 miliardi di depositi, se vi aggiungiamo quelli vincolati, circa 441 miliardi, raggiungiamo i 1460 miliardi, ossia oltre un terzo della ricchezza finanziaria delle famiglie. Il cumulo tra fondo pensione e polizze di vario genere hanno un valore complessivo di 1122 miliardi, un quarto del portafoglio degli abitanti del Bel Paese. La quota dei fondi comuni d’investimento non è variata rimanendo stabile sui 480 miliardi. 

Bot e Btp in calo

Nel portafoglio finanziario ideale degli italiani per il 2019 risultano in calo i titoli pubblici come Bot e Btp, il volume è passato da 304 miliardi a poco più di 271 con una differenza di 33 miliardi. Stesso destino hanno subito le azioni diminuite di circa 16 miliardi. I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di debito (obbligazioni) a medio-lungo termine emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con cedola fissa posticipata pagata semestralmente. I BTP possono essere emessi con scadenze pari a 3, 5, 7,10, 15, 20, 30 e 50 anni, mediante un procedimento chiamato asta marginale che si svolge normalmente due volte al mese. I BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli del debito pubblico italiano di breve termine, ossia con una vita a scadenza di 3, 6 o 12 mesi. In altri termini queste obbligazioni sono dei prestiti concessi dagli investitori allo Stato per un periodo molto ridotto.

Fondi comuni d’investimento

La tendenza registrata a partecipare a fondi comuni d’investimento è pari all’11%, pressochè inalterata rispetto all’anno precedente per l’ammontare di 480 miliardi di euro. Questi fondi sono gestiti dalle cosiddette società di gestione del risparmio e investono in modo unitario tutto il patrimonio raccolto tra i risparmiatori in attività finanziarie diverse.

Settore assicurativo

Le risorse accantonate nel comparto assicurativo si fermano a 1122 miliardi di euro, registrando una fetta sempre crescente di risparmi accumulati in questo ambito. In percentuali si è passati dal 24% del 2018 al 25,3 del 2019. 

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Banche, cresce la fiducia lo confermano gli ultimi dati

Le banche, nonostante i luoghi comuni, incassano la fiducia dei risparmiatori soprattutto durante il periodo di chiusura

Cresce la fiducia nei confronti delle banche. Tutto è successo in uno dei periodi più difficili degli ultimi anni: la pandemia da coronavirus. La maggior parte dei luoghi comuni nei confronti del sistema bancario non si sono rivelati veri, qui possiamo anche  confrontare i dati che sono venuti fuori.

Fiducia nelle banche, i dati

A fine aprile, secondo i dati diffusi dall’Abi, l’associazione bancaria, i depositi degli italiani hanno raggiunto il massimo storico di 1.613 miliardi di euro, in aumento di 11 miliardi sulla fine di marzo e di 29 miliardi sulla fine di febbraio. Rispetto a un anno prima l’incremento complessivo è stato pari a 95 miliardi di euro. L’Abi sottolinea anche, nel numero di maggio di Abi Monthtly Outlook, come «a marzo 2020 sono risultati in diminuzione i depositi dall’estero: in particolare, quelli delle banche italiane sono stati pari a circa 319,1 miliardi di euro, -4,9% rispetto a un anno prima. La quota dei depositi dall’estero sul totale provvista si è posizionata al 12,7% (13,6% un anno prima). Il flusso netto di provvista dall’estero nel periodo compreso fra marzo 2019 e marzo 2020 è stato negativo per circa -16,4 miliardi di euro. A marzo 2020 la raccolta netta dall’estero (depositi dall’estero meno prestiti sull’estero) è stata pari a circa 57,5 miliardi di euro (-47,9% la variazione tendenziale). Sul totale degli impieghi sull’interno è risultata pari al 3,2% (6,2% un anno prima), mentre i prestiti sull’estero – sempre alla stessa data – sono ammontati a circa 261,6 miliardi di euro. Il rapporto prestiti sull’estero/depositi dall’estero è risultato pari al 82,0% (67,1% un anno prima)».

Si temeva durante il periodo di quarantena un assalto ai bancomat e un prelievo isterico di denaro contante, invece gli italiani hanno preferito tenere al sicuro i propri risparmi negli istituti di credito.

Imparare a risparmiare

Imparare a risparmiare si può apprendere sin da piccoli

Imparare a risparmiare da piccoli è importante solo così avremo degli adulti consapevoli. Secondo una ricerca di Hype lo hanno capito gli under 15.

Imparare a risparmiare non è un dono, come vedremo qui di seguito la frase ‘non riesco a risparmiare’ non è più una scusante valida. Hype ha fatto una ricerca scoprendo delle cose abbastanza interessanti come ad esempio che i minorenni tendono a risparmiare come gli over 30 e più degli over 40 (il 2,4% sul totale speso, contro l’1,6% dei quarantenni). Fanno meglio solo i ventenni, con una quota del 3,5%. In sostanza quello che ci stanno insegnando questi giovani è come risparmiare ogni giorno anche solo piccole cifre. Ma vediamo che consumi hanno, le categorie più importanti per gli under 18 sono:

  • l’abbigliamento (per cui viene speso il 22% del totale)
  • ristoranti e caffè (9,1%) 
  • intrattenimento (8,8%)
  • Elettronica e software contano solo per il 4,8% della spesa pro-capite.

La pandemia ha influito molto nel non spendere soldi. Sono diminuite dell’82% le spese in ristoranti e caffè, del 70% circa quelle in trasporti e di oltre il 77% quelle in viaggi e vacanze, attività sospese a causa del lockdown. È cresciuta invece la spesa online, che è aumentata del 56% circa, così come ha sperimentato un rialzo del 30% la spesa in prodotti per la casa. Se da una parte sono precipitati i numeri degli acquisti per cultura (oltre 32%) e degli acquisti di prodotti per la cura del corpo (-36%), dall’altra è aumentata la spesa per le donazioni (+14%) che in circostanze normali non rientra tra le voci preferite dei più giovani.

Dati che ci fanno ben sperare soprattutto perchè un’altra ricerca come quella di Ocse – Pisa ci dice che gli  under 15, uno studente italiano su cinque, non possiede le competenze minime necessarie per prendere delle decisioni finanziarie responsabili ed informate ed il 36% non ama parlare di faccende legate al mondo monetario e dell’economia. 

Imparare a risparmiare sin da piccoli è importante ma i genitori non aiutano. Consob ci rivela che gli adulti italiani sono, anch’essi, fanalino di coda in Europa in cultura finanziaria.

Ecco alcuni metodi per imparare

L’utilizzo di un conto corrente fa aumentare la capacità al risparmio dei giovani, rimanendo nel mondo dei numeri sono titolari di un conto il 43,5% dei ragazzi italiani contro una media Ocse del 53,5%.

Post covid

Il post covid disegna nuovi scenari nell’economia italiana

Il post covid sta prendendo lentamente forma  anche in Italia dove si vedono i primi segnali di un nuovo ritmo economico. Alcuni giorni fa sull’inserto Corriere Economia è comparso  uno studio commissionato dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) a Cerved, l’azienda leader in Italia per la sua banca dati sui bilanci delle imprese.

La ricerca illustra  un paese diviso in due parti, come sempre, ma questa volta con situazioni abbastanza invertite. A reggere meglio le grandi città del sud dove l’impatto economico viene registrato in questi termini:  

  • Torino (caduta del reddito del 14,4%, a causa del settore auto),
  • Venezia (meno 13,8% per il turismo) 
  • Genova (meno 12,5% per il commercio internazionale). 
  • Catania (meno 9,4%),
  • Bari (meno 10,6%) 
  • Reggio Calabria (meno 11%). 
  • Milano (meno 11%).

Una realtà a più scenari nel post covid

La seconda ipotesi presa in considerazione dal Cerved è quella di una possibile ennesima chiusura nella seconda metà dell’anno, con limitazioni più leggere, in questo caso la caduta sarebbe pari a meno 18%, un rimbalzo parziale che a fine del 2021 lascerebbe il Paese molto sotto ai livelli del 2019. Tornando ai numeri, questa volta occupazionali, sempre il Cerved calcola che in Italia 3,5 milioni di persone a febbraio lavoravano in aree di specializzazione travolte dagli effetti del virus così distribuite:

– 42% degli occupati di Venezia, 

-41%  Messina, 

-37% Torino

-29% di Milano

«Sicuramente i settori di impresa più esposti al rischio di calo del fatturato caratterizzano in particolare alcune città del Nord». «Ma credo che nel 2021 molti settori quasi compenseranno le perdite del 2020. Le città devono impegnarsi a investire nel digitale, nell’economia verde, nell’agricoltura urbana, in modo da diventare più resilienti».

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci

Qualche nota positiva ci arriva anche dai rilevamenti di Google, la mobilità degli italiani comincia a riprendersi. I navigatori installati su auto e smartphone rilevano un incremento della mobilità post quarantena. 

Fonte: corriere economia

I risparmi accumulati

I risparmi accumulati in questi mesi sono un pericolo per la ripresa

I risparmi accumulati e il denaro non speso in questi mesi di chiusura forzata potrebbero diventare un boomerang per l’economia globale. Ecco perché.

La preoccupazione sui risparmi accumulati

Il Financial Times dalle sue colonne ha lanciato un allarme sui consumi che non tirano. A parlarne chiaramente è il capo economista di Allianz Ludovic Subram preoccupato per la ritrosìa dei consumatori più propensi a risparmiare che a spendere. La preoccupazione dell’economista è che questo genere di approccio diventi un’abitudine consolidata tra le persone. 

Dello stesso parere Philip Lane, responsabile economista della Bce, ha confermato che «questo è uno dei grandi problemi macroeconomici…ovvero per quanto tempo ancora le famiglie rimanderanno i loro acquisti?». 

Alla domanda se qualcosa cambierà nel corso dell’anno la risposta è stata molto chiara. 

«Non molto, visto che la stessa Commissione Europea prevede che i tassi di risparmio elevati persisteranno: dalle previsioni primaverili sui risparmi delle famiglie dell’area euro, emerge infatti che Bruxelles ha stimato che i risparmi saliranno da una quota pari al 12,8% del reddito disponibile del 2019 al 19% nel 2020».

All’inizio le famiglie lo hanno accettato involontariamente, il divieto di assembramenti e la chiusura degli esercizi commerciali ha fatto il resto. Una situazione che ha permesso di accumulare risparmi ma anche di mettere in crisi le attività commerciali.

Anche qui, però, esiste l’altra faccia della medaglia come hanno fatto notare alcuni banchieri centrali ed economisti: «i risparmi più alti potrebbero essere convogliati in investimenti nei bond sovrani (come i BTP) per l’Italia, aiutando così a sostenere la grande quantità di debiti che molti paesi dovranno emettere per finanziare le risposte alla pandemia». 

Primi segnali di ripresa

A maggio si sono visti i primi segnali di ripresa dopo la tempesta coronavirus. A segnare un deciso aumento è l’indice manifatturiero benché sia ancora sotto quota 50 punti, la soglia fatidica che segna il limite tra economia in espansione e contrazione.  A maggio l’indice Pmi manifatturiero è risalito a 45,4 punti in Italia, dal livello di 31,1 di aprile. In ripresa anche Spagna e Francia. Cambiando continente anche la Cina prova a cambiare marcia con il suo indice Caixin sopra quota 50.

Fonte: finanza.com; corriere economia

Crisi economiche

Crisi economiche a confronto, cosa è cambiato dal 2008

le crisi economiche cambiano il volto di una nazione, vediamo come gli analisti Schroeder le hanno paragonate e quali sono i cambiamenti.

Molti analisti si stanno cimentando in queste settimane in un lavoro di analisi: confrontare la crisi economica del 2008 con quella dettata dal Covid 19 del 2020. 

 Le differenze possono essere propedeutiche tra loro. Ad analizzare le due vicende sono gli analisti di Schroeder che hanno tenuto conto di alcuni fattori essenziali.

I veicoli elettrici, confronto tra le crisi economiche: 

nel 2008 Tesla aveva pochi modelli in commercio. Tre negli Stati Uniti due in Europa e zero in Cina. Oggi i costi sono notevolmente più bassi, le batterie al litio decisamente più accessibili e Tesla ha venduto 300 mila veicoli uscendo da quel segmento di mercato che inizialmente sembrava di nicchia. Anzi, parafrasando uno spot, ora è una solida realtà. 

Energie rinnovabili: 

Sono un tema caro alle aziende, volendo fare un paragone con il 2008 anche qui i prezzi sono crollati di circa dell’80%. La domanda è diventata globale con costi notevolmente più bassi e le aziende stanno cominciando a riconvertirsi senza rimanere necessariamente legate a vecchi schemi produttivi.

 La politica va verso questa direzione: 

I leader globali credono che il cambiamento climatico sia un problema reale. Non si parla più di sparuti gruppi di manifestanti ma di aziende tecnicamente organizzate in questo senso. 

Il cambiamento sul lavoro

Rispetto alla precedente crisi economica del 2008 quella del Covid 19 ha portato a cambiamenti importanti impattando nettamente sul lavoro. Lo smart Working o il lavoro da casa ha cambiato le prospettive sul mondo del lavoro. Le grandi aziende della Silicon Valley hanno decentralizzato invitando i dipendenti a lavorare da casa con un minor uso di carburante per auto e maggior consumo di banda larga. Anche questo è un trend in crescita. 

credit: https://www.financialounge.com/

pagamenti on line

I pagamenti on line, la nuova normalità con la pandemia da Covid -19

I pagamenti on line durante la pandemia hanno fatto un vero balzo in avanti spinti dalla paura del contagio. Basta avere lo smartphone in tasca

Il corona virus ha portato notevoli cambiamenti in ogni campo, anche in quello dei pagamenti. La paura del contagio ha innescato diverse nuove abitudini che stentavano a partire, un  esempio?  Il pagamento con carta di debito o credito. Anche le aziende legate particolarmente al pagamento in contante hanno tramutato questa abitudine. A rivelare le nuove tendenze è l’osservatorio Sum Up, azienda specializzata in soluzioni di pagamento per piccole e medie imprese.

Anche gli artigiani passano al pagamento con carta

Erano tra le categorie che ancora non avevano sperimentato un utilizzo alternativo al contante, ora anche idraulici, imbianchini e piccoli artigiani sono passati al pagamento elettronico per paura del contagio. Sulla stessa linea anche pub, bar e piccoli negozi di quartiere che si sono attrezzati passando al pagamento digitale.

Pagamenti on line alternativi

I pagamenti on line possono avere numerose applicazioni a cominciare dalla carta contactless oppure il mobile proxymity payment. Quest’ultimo utilizza il pagamento tramite il chip NFC presente sugli smartphone per saldare il conto. La carta fornita dall’istituto di credito viene associata a circuiti quali Apple Pay, Samsung Pay oppure Google Pay. Il funzionamento è abbastanza semplice, basta avvicinare il telefono al Pos e il gioco è fatto. Naturalmente la carta è fornita dall’istituto di credito ed associata ad un Iban.

carta widiba

Widiba ha predisposto anche una serie di nuove carte dal design accattivante. 

I nuovi servizi

Recentemente sono stati introdotti dei nuovi servizi per i pagamenti on line. PayPal, ad esempio, utilizza il pagamento tramite QR, un sistema che aiuta i piccoli commercianti a ricevere il pagamento sul conto.

Con uno smartphone è possibile inquadrare il codice del relativo negozio, da qui si passa alla pagina del pagamento. Alcuni nuovi lettori di carte danno la possibilità di pagare tramite smartphone. Le alternative, come abbiamo visto, sono tante e tutte collegate in estrema sicurezza al proprio conto corrente bancario. 

Oggi aprire un conto on line è sempre più semplice e vantaggioso.

Investire oggi

Investire oggi porta a notevoli vantaggi. Dalla tecnologia ai Bond

Investire oggi rimane una delle soluzioni più caldeggiate dagli analisti. Si può scegliere tra tech e social bond.

Per chi ne ha la disponibilità questo è il giusto momento per investire. Rischio di ripetermi ma oggi è il momento più proficuo per iniziare un’attività di pianificazione finanziaria

 Il potere delle aziende Tech

Il ventaglio in questo senso è molto ampio, vi faccio qualche esempio. Prima della pandemia  colosso dello streaming on-line Netflix era dato per spacciato, in piena crisi di liquidità. Poi il lockdown lo ha riportato a macinare utili portando in cassa 16 milioni di nuovi abbonati, i suoi servizi, appunto, ci hanno tenuto compagnia nei mesi di chiusura. Altri colossi sono in arrivo ma Netflix assicura che sono pronte in post-produzione più di 200 nuovi titoli. 

Andamento delle azioni Netflix, fonte Bloomberg 

Apple in questi mesi non è stata a guardare anzi ha lanciato un nuovo modello low-cost come l’iPhone SE un’operazione nostalgia premiata dal mercato con una trimestrale trionfale. 

storico azioni Apple 

Sulla stessa linea Alphabet la holding di Google, tutte aziende molto solide sulle quali poter fare affidamento. Non dimentichiamo Amazon altro tassello fondamentale di questo cerchio magico che in questo ultimo trimestre ha visto un’impennata dei ricavi.

Titoli di Stato dei mercati emergenti

Alcuni analisti ne sono sicuri, saranno i mercati emergenti  a guidare  l’uscita dalla crisi globale una volta passato il peggio. I fattori che spingono verso questa decisione sono molteplici, ad esempio una politica monetaria più accomodante con banche centrali propense al taglio degli interessi. A questo va aggiunto una buona crescita strutturale grazie ad una classe media in salute e un aumento della digitalizzazione.

Meno Green più Social Bond

La crisi scaturita dalla corona virus sta riducendo i collocamenti dei nuovi Bond Verdi a favore delle obbligazioni legate all’emergenza covid-19. Moody’s ne ha previsto un taglio pari a 400 miliardi di euro per i verdi. Al contrario HSBC prevede emissioni nei social pari ai 125 milioni di dollari. A marzo sono raddoppiate le stime delle obbligazioni sociali a 4,3 miliardi di dollari. I Green Bond sono appannaggio soprattutto nei paesi emergenti.

Conclusione

 

Nel mare delle opzioni possibili rimane una certezza: oggi più che mai tocca agire nel mondo degli investimenti con dei professionisti che sappiano consigliarvi a cogliere le migliori opportunità.

conti correnti in Italia

I conti correnti in Italia hanno cambiato volto, sono on line

conti correnti in Italia

I conti correnti in Italia sono in maggioranza on line con un picco del 52% negli ultimi quattro anni e un aumento in questi mesi di lockdown. 

In questa difficile fase di pandemia da Covid 19 sono stati resi noti molti sondaggi sul comportamento degli italiani con il denaro.  Tra l’11 e il 18 marzo 2020  una ricerca promossa da Prometia e Ipsos ha monitorato un campione di famiglie con più di 25 mila euro di patrimonio finanziario. Ebbene, il 50% di queste persone non vuole correre dei rischi per avere un guadagno maggiore. Siamo più poveri? No, almeno stando a questi dati, la ricchezza finanziabile degli italiani è passata da 3300 miliardi a 3500. Il lato negativo è che 225 miliardi rimarranno nei conti correnti con tutti i rischi connessi.

Le ragioni per tenere pochi soldi sul conto corrente

Prima di tutto è sbagliato pensare che si corrono meno rischi lasciando i soldi sul conto corrente. Intanto il capitale iniziale viene comunque eroso anche se lentamente. Vediamo nel dettaglio cosa accade:

  • Risparmio.  Con una somma inferiore a 5 mila euro lasciata sul conto la tassazione si azzera. 
  • Inflazione. Nel 2017 abbiamo avuto un incremento del 1,2% con un’erosione dei risparmi dei correntisti pari allo 0,80%.
  • Insolvenza. I soldi presenti possono essere pignorati dall’Agenzia delle Entrate nel caso di un contribuente insolvente

Come risparmiare sul conto corrente

Il conto corrente on line è un metodo certo per risparmiare. Ne ho già parlato in altre occasioni sono pratici ed economici rispetto al conto tradizionale. Una famiglia o un pensionato con un uso medio della banca arriva a risparmiare il 29 e il 32%, per un giovane il risparmio sale al 35%. 

Tra le banche più convenienti spicca Widiba con un costo di tenuta conto di soli 10 euro all’anno.

Covid 19 e conto corrente on line

In una recente nota l’Abi rileva la crescita dell’online banking pari al 52% negli ultimi quattro anni. Un picco è sicuramente atteso in questi mesi di lockdown. 

Conclusioni

Se volete investire non sapete come fare siete già un passo avanti, avete capito che non potete fare da soli. Anche lasciare il denaro sul conto corrente è controproducente. A questo punto è meglio affidarsi a dei professionisti come i consulenti finanziari

Bitcoin e Covid 19

Bitcoin e Covid 19, vero bene di rifugio oppure moda passeggera?

Bitcoin e Covid 19

Le maggiori banche d’affari statunitensi – JPMorgan Chase e Goldman Sachs – non si fidano dei Bitcoin. Lo ha svelato un gestore patrimoniale americano specializzato in asset digitali. In un’intervista al Cointelegraph ha raccontato che un grosso cliente era intenzionato a compare della moneta virtuale, il giorno successivo ha cambiato idea dopo avere parlato con alcuni consulenti delle due citate banche.

Cosa sono i Bitcoin

Il Bitcoin è una moneta virtuale, ovvero che non viene stampata come la normale cartamoneta, ma che viene creata, distribuita e scambiata in maniera completamente virtuale, attraverso i computer, e con una tecnologia peer to peer.

Perchè non ci si fida dei bitcoin?

I consulenti di Wall Street tendono a sconsigliare le cripto valute, anche se ultimamente è più un rapporto d’amore e odio. Goldman Sachs ha persino investito nell’industria della blockchaing e nello specifico su alcuni progetti per pagamenti Circle. L’amministratore delegato di Goldman, Lloyd Blankfein ha spiegato che «Non c’è una conclusione, per ora. Né appoggio, né rifiuto». Il timore è che le quotazioni delle valute virtuali siano esagerate, soprattutto perché non hanno una controparte che garantisca come un governo o una banca centrale. Inoltre è innegabile la loro volatilità, tipico delle valute elettroniche, a questo si aggiunge anche l’alta incidenza di frodi come quella scoperta qualche anno fa dalla National policy agency giapponese per un valore pari a 710 mila dollari.

Bitcoin e Covid 19

Travis Kling, a capo del fondo d’investimento in criptovalute Ikigai, ha pubblicato su Twitter alcuni dati che testimoniano come Bitcoin, nonostante la forte volatilità, sia riuscito a preservare il patrimonio degli investitori. Scrive lo stesso Kling:

“Dalla fine di febbraio alla fine di aprile, durante uno degli eventi economici più disastrosi della storia, il prezzo di Bitcoin è aumentato dello 0,60%. […] È una riserva di valore.”

A contestare quanto detto prima ci ha pensato Joe Weisenthal, giornalista di Bloomberg, ribadendo che il dollaro statunitense si è dimostrato molto più stabile dei Bitcoin. Questo ovviamente perché dietro ci sono delle politiche monetarie mirate da parte dello stato, è scontato. Qualcuno azzarda che i bitcoin potrebbero essere il nuovo bene di rifugio superando addirittura l’oro.

Fonti: https://it.cointelegraph.com/

https://www.forbes.com/

mercati finanziari

Quando i mercati finanziari scendono è il momento di acquistare

mercati finanziari

Esiste una regola standard: quando i mercati finanziari scendono del 35/40% dai loro massimi normalmente il tempo di risalita è di circa cinque anni. Comprare in un mercato in crisi non è un azzardo, anzi, in poco tempo gli indici tendono a tornare ai livelli prima della crisi. Questo per dire che correre a disinvestire e lasciarsi trascinare dall’emotività è una strategia sbagliata. Purtroppo è quello che sta succedendo nella raccolta del risparmio gestito in questi mesi di pandemia mondiale. Scappare e liquidare i sudati risparmi di una vita da reinvestire in momenti migliori non è un’idea geniale, al contrario. Un esempio pratico, se voglio comprare un capo di abbigliamento che mi piace ma costa tanto aspetto i saldi. Ora è il momento dei saldi.

Cosa dice Assogestioni

L’associazione delle società di risparmio, Assogestioni appunto, rileva che nel solo mese di marzo sono usciti 8,7 miliardi di euro. Chi ha deciso di sfruttare la situazione ha avuto dei ricavi in positivo, al contrario, chi ha deciso di uscire preso dal panico ha perso.

L’assunto generale è che gli acquisti devono essere fatti durante i ribassi, un esempio? A metà marzo le Borse avevano fatto anche – 40/45%, una manna dal cielo per chi cercava le occasioni per fare affari.

Un PAC per ripartire nei mercati finanziari

Esistono degli investimenti sicuri che possono aiutarci in questa momento particolare e sono i Pac o piani d’accumulo capitale, uno strumento dai mille pregi. I Piani di Accumulo di Capitale permettono al risparmiatore di accedere all’investimento attraverso versamenti periodici di capitale. Nella pratica l’investitore apporta all’investimento somme costanti, a scadenze regolari e per un periodo di durata predeterminata, per acquistare (o sottoscrivere nel caso di un fondo) una quantità di strumenti che sarà quindi diversa ad ogni versamento.

Così facendo il capitale investito dal risparmiatore, in termini complessivi, cresce in modo graduale nel tempo.

Fonti: soldionline, proiezionidiborsa

Banche italiane

Banche italiane pronte ad erogare i finanziamenti per le aziende

Banche italiane

A sostegno delle aziende le banche italiane si muovono per elargire i finanziamenti previsti nei vari decreti.

Le Banche italiane chiariscono come accedere ai finaziamenti

L’Abi ha diffuso una circolare negli scorsi giorni nella quale vengono chiariti alcuni punti come la tempistica e il metodo per poter accedere fino al 31 dicembre 2020 alle garanzie per i finanziamenti che saranno erogati dalle banche alle imprese colpite dall’epidemia di Covid – 19.

Il rilascio delle garanzie a favore delle banche, già accreditate o che ne faranno richiesta, spiega Sace «avverrà online attraverso il portale dedicato “Garanzia Italia” sviluppato da Sace, dove gli istituti di credito potranno inserire le proprie richieste e ottenere le relative garanzie, controgarantite dallo Stato, in tempi brevi. Ad esempio, per la “procedura semplificata” (dedicata alle imprese con fatturato in Italia inferiore a 1,5 miliardi di euro e con numero di dipendenti, sempre in Italia, inferiore a 5.000) e per tutti i finanziamenti di importo fino a 375 milioni di euro avverrà entro le 48 ore».

Come stanno le banche statunitensi?

Le banche d’affari americane cercano di arginare la crisi sanitaria come possono. Qualche dato ci potrebbe aiutare a capire meglio la situazione.

  • JPMorgan Chase, principale banca statunitense, ha registrato un calo del 69% sull’utile del primo trimestre, mentre Wells Fargo ha perso l’89% dei profitti. JPMorgan e Wells Fargo hanno inoltre accantonato altri 10 miliardi di dollari per coprire le eventuali perdite sui prestiti.
  • Citigroup ha accusato nel primo trimestre un crollo dell’utile del 46% e ha annunciato accantonamenti per quasi 5 miliardi di dollari per prepararsi all’ondata di inadempienze causate dalla pandemia di coronavirus che sta affossando l’economia globale.
  • Bank of America ha registrato un calo dell’utile del 45% nel primo trimestre dell’anno, precisando di aver accantonato 3,6 miliardi di dollari per coprire eventuali crediti deteriorati durante la crisi causata dal coronavirus. L’utile per azione è di 40 centesimi.

Oro, bene di rifugio?

L’oro ha toccato il suo massimo storico nel 2011, veniva scambiato a 1.921 dollari l’oncia. Secondo Union Banciare Privée oggi ci sono tutte le condizioni perché il metallo giallo superi questo livello. grazie alla politiche monetarie super espansive delle banche centrali, che manterranno intatto il suo ruolo di bene rifugio. Al momento tratta a 1.712 dollari.

Secondo Ubp è bene che gli investitori si concentrino sempre di più non solo sulla quantità di oro che detengono nei portafogli, ma anche sulla forma in cui lo detengono. 


fonti: ItaliaOggi, MilanoFinanza

Sospensione delle rate sul mutuo

Sospensione delle rate sul mutuo. Ecco come fare

Il fondo di solidarietà rilanciato dal Governo in occasione della pandemia da Coronavirus ha previsto anche la sospensione delle rate sul mutuo. Sospensione che può essere utilizzata due volte per un periodo non superiore ai 18 mesi.

Sospensione della rata del mutuo, le cifre

In totale sono 75 miliardi i finanziamenti interessati dalla domanda di sospensione di mutui e finanziamenti per l’emergenza Coronavirus. Una cifra resa ufficiale dal Ministero dell’Economia lo scorso 3 aprile.

Complessivamente si tratta di circa 437.000 domande e comunicazioni delle imprese che sono state accolte dalle banche (per 58 miliardi) e 227.000 invece da famiglie e professionisti (per altri 17 miliardi di euro).

Sospendere le rate del mutuo. Quando e come

Occorre presentare una domanda on line alla propria banca, entro 10 giorni trasmettere la certificazione da cui risulta la sospensione dell’attività lavorativa o la riduzione dell’orario di lavoro sopraggiunta a seguito della pandemia. Alla domanda vanno allegati alcuni documenti, tra cui:

– copia della dichiarazione del datore di lavoro che attesta la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario per cause riconducibili all’emergenza;

– copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno di reddito;

– copia della richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno al reddito.

Non si deve presentare l’ISEE.

Quando è possibile richiederlo

  • La banca deve aver aderito al fondo di Solidarietà
  • l’importo totale del mutuo non deve essere superiore a 250mila euro
  • Il mutuo deve avere almeno un anno.

L’iter amministrativo in questo caso è semplice, la banca dovrà trasmettere alla Consap l’intera documentazione per capire se i requisiti sono validi. Una volta valutata la validità si procede alla sospensione.

Chi ne beneficia

A beneficiare della sospensione delle rate del mutuo sono principalmente quei soggetti che hanno subito in questi mesi:

  • la perdita del lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, lavoro parasubordinato, di rappresentanza, commerciale o di agenzia
  • insorgenza di morte, riconoscimento di un grave handicap o invalidità civile non inferiore all’80%
  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni consecutivi
  • riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi
  • riduzione del fatturato, a partire dal trimestre successivo al 21 febbraio 2020 superiore al 33% del fatturato medio giornaliero, in conseguenza della chiusura o della limitazione dell’attività lavorativa a causa del coronavirus

crediti: investire oggi

piano anti coronavirus

Un piano anti coronavirus a sostegno dell’economia. Intanto volano le due ruote

piano anti coronavirus

Il Covid – 19 sta mettendo in serio pericolo le economie mondiali, ad analizzare meglio il quadro ci pensano le banche d’affari statunitensi con il piano anti coronavirus. JP Morgan potrebbe decidere nei prossimi mesi di sospendere i dividendi degli azionisti se la situazione dovesse peggiorare. Secondo i dati, due settimane di epidemia negli Stati Uniti, prima economia mondiale, hanno fatto evaporare 3 anni di crescita economica sotto la presidenza Trump. Goldman Sachs prevede un calo del Pil pari al 34% nel secondo trimestre.

Gli investimenti da fare nel piano anti coronavirus

In cosa conviene investire? Gli analisti puntano molto sulla nuova mobilità a due ruote in particolare sul gruppo Piaggio. L’effetto Covid -19 ha portato un po’ tutti a preferire le due ruote. Piaggio è una delle poche aziende a non aver cancellato il dividendo per gli azionisti. Chi sta soffrendo molto è il settore immobiliare, per chi vuole vendere ci sono pochi acquirenti. Le stime non sono incoraggianti, ad una diminuzione del Pil corrisponde una ulteriore diminuzione delle compravendite. In affanno anche le grandi catene di distribuzione che hanno registrato una contrazione dei consumi, in un netto miglioramento, invece, i negozi on line e quelli di quartiere.

Cosa fanno gli Stati Uniti

A grandi linee l’amministrazione Trump ha deciso d’intervenire congelando le rate dei mutui per 90 giorni così da dare respiro ad aziende e famiglie. Di pari passo spostate anche le scadenze sulle carte di credito.

Gli interventi in Italia contro il Covid

L’Italia si prepara alla fase due dell’epidemia. Le misure previste dal governo Conte sono diverse, si parte con un investimento sostanzioso, in tutto 750 miliardi. «Una potenza di fuoco che io non ricordo altre volte, ha commentato il primo ministro, è una cifra enorme». «Complessivamente – assicura il ministro Gualtieri – mobilitiamo fino a 750 miliardi di risorse garantite dallo Stato. Abbiamo varato una misura molto forte, fino a 25mila euro di prestito con la garanzia al 100% dello Stato».

Inoltre sono stati sospesi pagamenti fiscali, contributivi e rinviati i pagamenti delle ritenute per i lavoratori autonomi per le scadenze tra tra aprile e maggio. Lo stato non incasserà 10 miliardi di euro. Varata anche una Golden Power per tutelare il tessuto economico nazionale.

Dopo la pandemia

Dopo la pandemia il mondo cambierà, gli esperti ne sono convinti

Dopo la pandemia

Dopo la pandemia cambieranno limiti ed orizzonti, gli esperti provano a tracciarne di nuovi sicuri che niente sarà più come prima.

«È la fine della globalizzazione? Così come l’abbiamo conosciuta è morta e sepolta. Dobbiamo prendere confidenza con il termine glocal. Si ragionerà per bio regioni, aree anche sovranazionali con particolare omogeneità e vocazione industriale, agricola e culturale. Stiamo delineando i confini per valorizzare le attività, le produzioni, gli scambi all’interno con il massimo delle connessioni con il resto del mondo.»

Parola di Jeremy Rifkyn, specialista dell’economia applicata all’ecologia. I cambiamenti che abbiamo visto in questi giorni si ripercuoteranno sul prossimo futuro e gli esperti mondiali provano a delinearlo.

Il dopo pandemia

Che il mondo cambierà ne sono certi tutti, tra questi anche Black Rock. Larry Fink Ceo della banca d’investimento statunitense lo ha scritto in una lettera agli azionisti.

«le persone in tutto il mondo stanno ripensando il modo in cui lavorano, fanno acquisti, viaggiano e risparmiano».
«Per questo al termine di questa crisi il mondo sarà diverso: cambierà la psicologia degli investitori, il modo di fare business e di consumare, faremo conto molto di più sulle nostre famiglie e sugli altri per assicurare la nostra sicurezza».

«Per quanto drammatica questa crisi possa essere, credo che l’economia recupererà in modo deciso anche perché le banche centrali stanno agendo molto in fretta per affrontare i problemi del mercato del credito e i governi stanno prendendo misure aggressive per utilizzare la leva fiscale e della spesa».

In altre parole, secondo Fink, la velocità e le caratteristiche della reazione alla pandemia stanno facendo tesoro dell’esperienza della grande crisi del 2008. E le autorità monetarie e fiscali non debbono affrontare le stesse difficoltà strutturali che si erano presentate nel decennio passato.

«Il rischio è che il peso di questa crisi cada soprattutto sulle spalle dei più deboli». «Il nostro settore — dice Fink — continuerà nel suo trend di consolidamento, diminuzione delle commissioni applicate al cliente e trasformazione tecnologica». Questo è considerato l’aspetto cruciale perché «la tecnologia dovrà essere pienamente integrata nella relazione e nel contatto con i clienti così come nel produrre le intuizioni giuste dal punto di vista delle scelte di investimento».

crediti: A&F di Repubblica, Corriere della Sera

Sospensione delle rate del mutuo

Sospensione delle rate del mutuo con il Decreto Cura Italia

Sospensione delle rate del mutuo

Banche e Governo a sostegno di imprese e famiglie con la sospensione delle rate del mutuo a seguito della pandemia da coronavirus. Grossa parte degli istituti di credito italiani hanno sospeso le rate di finanziamenti, mutui e prestiti per famiglie e imprese in tutti i settori economici. Questo ha permesso ad entrambe le categorie produttive di avere liquidità in questo particolare momento di pandemia da cononavirus. 

Una iniezione che tutela i posti di lavoro nelle aziende e allo stesso tempo porta stabilità nel sistema famiglia.

Il decreto Cura Italia dello scorso 16 marzo tratta e pone dei limiti giuridici su questo particolare argomento.

La sospensione delle rate del mutuo durerà per un arco temporale di 18 mesi, i soggetti interessati sono coloro che hanno subito la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro nel trimestre successivo al 21 febbraio del 2020 oppure hanno avuto un calo del fatturato pari al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

Sospensione delle rate del mutuo, dettagli

  1. aver perso il lavoro, essersi visti cessare il rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato o parasubordinato, quello di rappresentanza o agenzia
  2. essere stati sospesi dal lavoro o avere avuto una riduzione dell’orario per un periodo di almeno 1 mese
  3. morte o handicap di invalidità civile non inferiore all’80%
  4. lavoratori autonomi o liberi professionisti che nell’ultimo trimestre hanno avuto un calo di fatturato del 33% rispetto a quello realizzato nell’ultimo trimestre 2019
  5. La domanda dovrà essere effettuata attraverso un apposito modulo che il Consap non ha ancora predisposto perchè si è in attesa del decreto attuativo.

Per i mutui a tasso fisso, variabile, misto, alla surroga, ai mutui cartolarizzati ed ai prestiti di credito al consumo o finalizzati (con durata di almeno 24 mesi).

Sarà infatti il Fondo di solidarietà a pagare alla Banca il tasso applicato al mutuo con esclusione della componente ‘spread’. 

Prima di avere una risposta, positiva o negativa, dovrebbero trascorrere circa 25 giorni. 

La domanda verrà respinta se colui che la richiede usufruisce già di agevolazioni pubbliche o ha stipulato una assicurazione a copertura del rischio. Presso CAF, patronati o dal proprio commercialista è possibile compilare la domanda. 

Warren Buffet

Covid 19, Warren Buffet invita alla calma sui mercati azionari

Covid - 19

Il Covid-19 è arrivato in Italia e con lui anche il panico generalizzato. A gettare acqua sul fuoco in ambito economico è un guru del settore: Warren Buffet. 

L’investitore miliardario ha invitato tutti alla calma, consigliando di non acquistare o vendere azioni sulla scia delle notizie che riguardano il Covid-19 comunemente detto Coronavirus. Riferendosi in particolare ai fondamentali dell’economia americana, ha ribadito che: 

«Il vero interrogativo è il seguente: per caso nelle ultime 24 o 48 ore l’outlook a 10 e 20 anni delle aziende americane è cambiato? Noterete che molte delle aziende che deteniamo in parte, come American Express, Coca Cola, sono affari che non si comprano o vendono a seconda delle notizie del giorno. Se darete a voi stessi l’opportunità di acquistare qualcosa che vi piace e che è possibile acquistare anche a un prezzo più basso, a quel punto sarete fortunati». 

Covid-19 ed economia

Secondo le proiezioni del finanziere se crollo ci sarà sarà di breve durata e questo non solo per l’economia degli Stati Uniti. 

L’oracolo di Omaha, come viene chiamato, è da sempre un investitore di lungo periodo, ribadisce che investire sul mercato azionario è il modo migliore per fare soldi. Anche con il Coronavirus. Buffett ribadisce che comprare titoli significa impegnare capitali per 10 o 20 anni per aumentare il valore dell’investimento. 

Inoltre, comprare ad un prezzo più basso con la volatilità di questi giorni permette di potenziare l’investimento. 

Buffet e il nuovo smartphone

A margine dell’intervista ha rivelato che il suo vecchio Samsung a conchiglia del costo di 20 dollari si è rotto. Essendo anche azionista in Apple da Cupertino gli hanno inviato un iPhone 11, ha già chiarito che lo userà esclusivamente per fare telefonate. Lo scorso anno Tim Cook gliene ha regalato un altro. Ma fino ad oggi non aveva avuto alcun interesse ad usarlo. 

«Un giovanotto mi ha inviato un 10 (iPhone) l’altro giorno, ma non lo sto usando – raccontò – Bravissimo ragazzo. Me lo ha persino spiegato. Credo che stesse fingendo di scrivere per un bambino di tre anni. Mi ha scritto questa lettera molto carina dandomi istruzioni del tipo che non mi avrebbe morso o cose del genere. Uno di questi giorni cambierò ».  Il momento pare sia arrivato.

Investire da piccoli

Investire da piccoli con conti correnti on line e startup

Investire da piccoli

Investire da piccoli è possibile con conti correnti on line e nuove start up. Non occorrono grosse cifre, anzi è meglio cominciare con piccole somme.

Per assurdo se tra 30 anni volessimo avere la bella cifra tonda di 30 mila euro da parte basterebbe risparmiare 30 centesimi al giorno, circa 9 euro al mese.

Al contrario se vogliamo una cifra molto più consistente, tipo 50 mila euro, nello stesso arco temporale dovremmo accantonare circa 185 euro ogni mese. 

Widiba ti aiuta a risparmiare

I piccoli piani di risparmio stanno prendendo sempre più piede, soprattutto nelle fasce dei giovani. Widiba, inizialmente una startup, è pensata per gestire anche piccoli salvadanai da utilizzare per acquisti particolari ma soprattutto si basa su un modelli dinamici. 

Prima di tutto chi comincia a risparmiare può contare su costi molto bassi di tenuta conto e su un portale strutturato anche per il piccolo risparmio.

Esistono delle app per i più smanettoni che possono essere collegate al conto dal funzionamento molto facile ed intuitivo.

Queste app sostituiscono i vecchi salvadanai che un tempo si tenevano a casa. 

In un mondo dove gli smartphone fanno tutto, anche telefonare, è possibile utilizzarli per porsi degli obbiettivi specifici con degli strumenti tecnologici avanzati.

Chi ha un’età compresa tra i 20 e i 24 anni, secondo una ricerca, cerca di risparmiare per l’acquisto di un nuovo cellulare oppure per programmare una vacanza, ma anche per effettuare i veri primi investimenti.

Le app per investire da piccoli

Ne è un esempio Satispay  una startup tutta italiana, che sfrutta un sistema di mobile payment per le microtransazioni di denaro utilizzando uno smartphone. Startup tutta italiana, fondata da tre millennials piemontesi: Alberto Delmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, oggi rispettivamente CEO, responsabile IT & Organization e COO del gruppo. 

Sono app che si rivolgono necessariamente ad un pubblico più giovane, facili da gestire con semplici gesture.

Un altro esempio di giovani e app sul risparmio  è quella che arriva dalla Spagna. 

Nata nel 2018 dall’idea di tre ragazzi spagnoli – David Riudor, Carlos Rodriguez e Gabriel Esteban -, che hanno ingegnerizzato la piattaforma nella Silicon Valley, Goin è sbarcata  in Italia forte dei risultati ottenuti in un anno Spagna: 150 milioni di euro processati sulla app, 4 milioni di euro risparmiati e investiti dagli utenti e 2,5 milioni raccolti da investitori. 

Una volta connesso l’account di Goin con la carta di credito o il conto corrente, l’utente indica i propri obiettivi da raggiungere  e sceglie il modo per mettere da parte i soldi, sempre mediante microtransazioni: si può accantonare una percentuale fissa sulle entrate oppure arrotondare la cifra di singoli acquisti ricorrenti oppure ancora aggiungere una certa somma periodica.

Piccoli risparmiatori crescono.

Coronavirus

Effetto Coronavirus, calano i tassi dei mutui

Coronavirus

I mutui calano per effetto del coronavirus. Potrebbe sembrare assurdo ma in realtà è proprio così.

L’allarme sanitario di queste ultime settimane non è solo un pericolo per il diffondersi dell’epidemia ma lo è anche per ragioni legate all’economia sempre più globalizzata. 

Il coronavirus e le rate dei mutui che calano

Viene da  chiedersi come possano essere collegate le cose, la risposta è molto semplice: il calo degli indici Eurirs. 

Per capire meglio ci viene in aiuto Wikipedia

L’Eurirs (acronimo di Euro Interest Rate Swap, tasso per gli swap su interessi) è il tasso di riferimento, calcolato giornalmente dalla European Banking Federation, che indica il tasso di interesse medio al quale i principali istituti di credito europei stipulano swap a copertura del rischio di interesse.

Dall’inizio dell’anno a causa della crisi sanitaria in Cina hanno avuto un brusco calo pari a 20/30 punti base, dal calcolo del loro andamento dipendono anche gli interessi sui mutui stipulati.

Questa è sicuramente una buona notizia per chi si sta accingendo a sottoscrivere un mutuo oppure vorrebbe spostarlo su un altro istituto bancario con la cosiddetta surroga.

Il momento è adatto per  avere delle condizioni migliori sull’importo delle rate future. 

Il coronavirus e l’economia

La paura associata a questa malattia ha condizionato notevolmente i mercati danneggiando anche l’economia del Sol Levante che, obiettivamente, è grossa parte di quella mondiale.

Le immagini ci portano giornalmente città e paesi isolati per contenere il contagio, tutto questo si riflette sull import ed export del dragone.

Si capisce bene che le difficoltà sono tante per chi è legato costantemente a questo genere di economia di scambio. Gli analisti danno per scontato che la crisi  determinerà la riduzione del Pil della Cina in una forbice che va tra lo 0,2 e lo 0,7%.

Per l’Italia «al momento è difficile fare delle stime. È prematuro», ha spiegato in questi giorni a più riprese il ministro Gualtieri.

conti correnti

I conti correnti custodiscono la ricchezza delle famiglie italiane

conti correnti

Un terzo della ricchezza delle famiglie italiane è ferma sui conti correnti. Nello scorso post ho affrontato il tema dell’asset management o risparmio gestito, questa volta voglio affrontare un altro aspetto del risparmio ossia quello di lasciare molta liquidità sui conti correnti.


No alla liquidità sui conti correnti

Lasciare ingenti somme di denaro sui conti correnti personali è estremamente controproducente, secondo le stime dell’Abi i costi sono alti ed ammonterebbero a circa 87 euro in media all’anno. Come dire, oltre al danno la beffa. Non investire il denaro in maniera adeguata è un rischio. I conti correnti non sono proprio il massimo per rendimento, a voler essere sinceri anche i Btp a 5 anni hanno avuto un rendimento di poco superiore al 0,40%, sulla stregua di un libretto postale.
Un consulente finanziario saprà aiutarti a costruirlo in maniera adeguata partendo, perché no, proprio da un fondo pensione per figli o nipoti oppure optare per un piano d’accumulo.

L’identikit del risparmiatore italiano

Vediamo nel dettaglio l’identikit del risparmiatore italiano disegnato da un’indagine di Swg per Cnp Partners.
Il 57% delle persone interpellate si ritiene parsimoniosa, chi cioè guarda con sospetto ai prodotti di investimento ma allo stesso tempo presta molta attenzione alla pianificazione finanziaria e ha come obiettivo primario la protezione del capitale. Conto corrente (posseduto dall’88% di chi appartiene a questa fascia), Immobili (34%) e assicurazioni sulla vita (26%) sono le forme di investimento abituali, ma vanno forte anche fondi pensioni (24%) e buoni postali (23%). Quanto alle abitudini di spesa, tolto il cibo (29%), le spese prevalenti riguardano casa, salute e viaggi (10%).
Il 38% degli intervistati ha una scarsa predisposizione alla pianificazione finanziaria e preferisce spendere più di quello che guadagna. L’82% di chi appartiene a questa fascia è titolare di un conto corrente, mentre solo il 9% ha investimenti in titoli di Stato o obbligazioni e l’8% in polizze a capitale garantito.

Il 17% si definisce investitore attivo e quindi più disposti al rischio pur di riuscire ad assicurarsi un guadagno. Uno su tre (il 34%) ha investimenti in azioni o in assicurazioni sulla vita. Ampio spazio alle vacanze, con una media di 4,7 weekend all’anno. Si tratta di persone prevalentemente con scolarità alta e un reddito familiare elevato.

Chiudono la classifica quelli che prestano molta attenzione alla pianificazione ma si accontentano di guadagni bassi. Quasi uno su due, il 46%, sceglie di destinare i propri investimenti verso il mattone, il 40% su assicurazioni vita e il 37% verso fondi.

Asset management

L’asset Management e gli italiani, un nuovo amore

Asset management

L’asset management italiano nel 2019 è pari a 3,6 miliardi di euro. Il tesoretto delle famiglie italiane, secondo Assogestioni, abbraccia per lo più fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali.

Da qualche anno nel paniere ideale degli italiani non troviamo solo Bot, Cct e altri prodotti similari che rappresentavano una grossa fetta degli investimenti degli italiani. Infatti, nel novembre 2019 la raccolta per il risparmio gestito è stata pari a 3,6 miliardi di euro. 

Oggi i fondi comuni d’investimento contendono il primato ad un altro cavallo di battaglia degli anni passati: la polizza assicurativa. 

Questa inversione di tendenza ha una spiegazione ben precisa secondo gli esperti, prima di tutto il calo dei tassi di interesse dei bond e dei titoli di stato. 

Il risultato ha prodotto lo spostamento dei risparmi verso fondi e gestioni con la segreta speranza di ottenere un maggiore rendimento.

Leader mondiale del risparmio gestito è la statunitense Blackrock con oltre 6 mila miliardi di dollari.

Il secondo posto di questa particolare classifica è occupato da Vanguard anche questa statunitense. 

Entrambe le case d’investimento fanno la parte del leone togliendo linfa a quelle di piccole dimensioni relegandole a guadagni di gran lunga minori. 

Inoltre la normativa Mifid2 ha imposto la trasparenza dei prodotti venduti ai risparmiatori, i nuovi documenti informativi e le innovative procedure interne hanno innalzato i costi condannando di fatto i più piccoli.

Asset management e case d’investimento

Conosciamo meglio i due colossi dell’asset management.

  • Black Rock è presente in Italia dal 2000 con lo scopo, si legge sul loro sito, di far raggiungere il benessere a più persone possibili. Oggi possono puntare su un’ampia gamma di soluzioni d’investimento sostenibili come i green bond e infrastrutture rinnovabili. 
  •  Vanguard non è un’azienda quotata in borsa né controllata da un gruppo di investitori privati, ma di una struttura di proprietà di fondi comuni e di ETF Vanguard domiciliati negli Stati Uniti, i quali, a loro volta, sono di proprietà dei rispettivi investitori.
I Millennial

I Millenial, la generazione che sta soffrendo di più per la crisi economica

I Millennial

I millenial, i nati tra gli anni 80 e metà dei 90, sono quelli più preoccupati per l’attuale crisi economica. 

A rivelarlo è un sondaggio condotto dalla società di risparmio gestito Columbia Treadneedle Investments che ha interrogato un campione di 2000 italiani compresi in quel range di età.

I dettagli della ricerca ci dipingono una generazione che nel 62% dei casi passa notti in bianco per trovare adeguate soluzioni per far fronte agli impegni economici di base come bollette, mutui e spese correnti.

Cosa li preoccupa in particolare? Non solo le spese su breve periodo ma anche la pianificazione del loro futuro come l’acquisto di una casa, la realizzazione di un piano pensionistico adeguato, l’assistenza socio sanitaria dopo la pensione ed in fine un piano d’accumulo sui risparmi per fare fronte agli imprevisti della vita per se e per i propri cari.

L’angoscia di una generazione è preoccupante, andando oltre alle differenze che sono quasi naturali nella gestione del denaro tra le varie classi d’età rimane il dato poco confortante della preoccupazione di base. 

L’educazione finanziaria potrebbe avere un effetto rassicurante, la programmazione di alcuni piani d’accumulo potrebbe essere la soluzione a queste fastidiose insonnie. Dal sondaggio emerge anche che le preoccupazioni sono dettate da un’alta aspettativa di benessere e di qualità della vita che va a scontrarsi con le incertezze del periodo e il ridimensionamento dell’attuale stato sociale.

A risentirne è anche la qualità della vita, si legge infatti che un Millennial su cinque (22%) ha dichiarato che, negli ultimi 12 mesi, le preoccupazioni economiche hanno avuto un impatto negativo sulla qualità della propria vita (contro quanto percepito dal 15% della Generazione X e dal 12% dei Baby-Boomer). Il 16% della generazione più giovane, inoltre, sostiene che le ansie per le pressanti scadenze finanziarie, hanno avuto ricadute negative anche sulla relazione con il coniuge e con gli amici. 

I millenial , chi sono?

I millenial sono i natitra il 1981 e il 1996. Chi è nato dopo fa parte di un’altra generazione il cui nome, non ancora definitivo, è informalmente generazione Z.

Google Trends ci fornisce alcuni dati interessanti sulle percentuali di ricerca riferite alla stringa: millennials chi sono. Dal 2013 ad oggi questa quota di mercato è stata cercata da un numero sempre crescente di utenti, soprattutto quando sono stati oggetto di alcune ricerche o dibattiti. Esistono anche alcuni sinonimi, vediamoli:

  • Generazione Y, dove questa lettera sta per Yes.
  • Echo boomers: questo termine deriva dal fatto che i membri di questa generazione sono i figli degli appartenenti alla generazione detta Baby Boomers (dei nati fra il 1946 e il 1964).
  • Nativi Digitali: Questo perché essi non conoscono un mondo dove non sia presente internet e i devices tecnologici.
Green Bond

Green Bond, meno emissioni con i nuovi investimenti verdi

Il futuro è verde

I Green Bond

I Green Bond sono il tema di questo 2020. È possibile ridurre le emissioni di CO2 grazie anche a delle forme d’investimento, nel mercato mondiale, infatti, stanno fiorendo questi generi di prodotti del comparto verde. Un esempio è il Nn Green Bond lussemburghese che nel mese di luglio ha superato la soglia del miliardo di euro a soli tre anni dal lancio. Attualmente è un fondo di 1,03 miliardi con un risparmio annuale sulle emissioni di 547.505 di tonnellate, l’equivalente di 214 autovetture, inoltre la capacità di energia rinnovabile generata è pari a 113 turbine eoliche.

Bram Bros, lead portfolio manager di Green Bonds di Nn Investments Partners ha precisato: «L’allocazione in questa asset class consente agli investitori di ridurre l’impronta di carbonio dei loro portafogli obbligazionari e fornisce protezione dal rischio climatico senza sacrificare la liquidità e i rendimenti. Inoltre, osserviamo che queste obbligazioni offrono una migliore governance e una maggiore trasparenza grazie a un più intenso coinvolgimento degli emittenti e a requisiti di rendicontazione più rigorosi». 

La ricerca della BEI 

Un’indagine della BEI (la Banca Europea per gli Investimenti) mostra quanto è ampio il consenso da parte dei cittadini della Ue, e non solo, a cambiare il proprio stile di vita per essere meno impattanti sul pianeta. I cinesi sono i primi a voler investire nel green, infatti: l’86% della popolazione asiatica scommette su questi investimenti, contro il 52% europeo e il 54% italiano. Secondo sempre questa ricerca paragonati al resto d’Europa, gli italiani dicono nel complesso di essere disposti a fare di più per adeguare il loro stile di vita nel segno della prevenzione ai cambiamenti climatici, spiega la Bei sintetizzando i risultati. Il 93% degli italiani cerca attivamente di comprare più prodotti locali e stagionali e il 48% lo fa già sistematicamente, il 73% ha ridotto il consumo di carne rossa. Sull’utilizzo della plastica il consenso è mondiale: l’81% degli americani, il 93% degli europei e il 98% dei cinesi dicono di aver l’intenzione di comprare meno prodotti di plastica. 

Il Green Deal della Commissione Europea

Ursula von Der Leyen ha presentato il primo piano europeo sul clima – European Green Deal –  un patto sul clima siglato dai paesi della UE, un percorso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Non è solo un provvedimento per aiutare l’ambiente ma anche un modo per svecchiare l’intero continente grazie all’innovazione. È stato stanziato un fondo di 100 miliardi di euro da destinare alle regioni e ai settori più vulnerabili per favorire la riconversione energetica di tutta l’industria europea. 

Il piano prevede: 

  • decarbonizzare il settore energetico, 
  • ristrutturare gli edifici, aiutare a ridurre le bollette energetiche e l’uso dell’energia, 
  • sostenere l’industria per innovare diventando leader mondiali nell’economia verde 
  • introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, economiche e sane. 
tredicesima

Tredicesima, come investire la gratifica natalizia

Dicembre è il mese della sospirata tredicesima, comunemente chiamata anche gratifica natalizia. Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, sulla base di dati Inps, per il dicembre 2019 saranno versate complessivamente circa 12 miliardi di euro netti. L’importo medio che viene calcolato è di 956 euro per ogni lavoratore  con una  differenza d’incasso  tra  dipendenti part time, 529 euro, full time, 1.192 euro. Lo scorso anno 11 miliardi di euro finirono sotto il materasso accrescendo, infatti, del 5,8% la percentuale di coloro che decisero di preservare una quota della mensilità extra.

Come investire la Tredicesima

Come per tutti gli investimenti è bene diversificare così da avere un portafoglio ben bilanciato che possa assorbire meglio le oscillazioni del mercato. È un metodo rodato per contrastare la volatilità, diversificando sia dal punto di vista geografico che di asset. Tra le soluzioni anche dei piani di accumulo ben strutturati per dare una sicurezza maggiore in un arco temporale medio lungo, ovviamente, più l’arco temporale dell’investimento è ampio, maggiori saranno i profitti. 

Cosa è la gratifica natalizia

La tredicesima è uno stipendio in più che viene accumulato nel corso dell’anno, spetta a tutti i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato e indeterminato ma anche ai pensionati, non spetta a chi lavora a progetto ed ovviamente agli autonomi. La tredicesima mensilità è disciplinata dai contratti di lavoro collettivi nazionali e subisce delle variazioni in base alla categoria lavorativa. Ne è un esempio il pagamento della tredicesima a rate, in alternativa  datore e lavoratore possono raggiungere una accordo personale per il pagamento. 

Modalità di maturazione della tredicesima

La tredicesima matura ogni giorno dal primo gennaio al 31 dicembre dello stesso anno, giornalmente viene raggranellata qualcosa, anche durante:

  • Riposi e ferie
  • Malattie e infortunio
  • Maternità
  • Congedo matrimoniale

Al contrario non matura durante:

  • Congedo parentale
  • Malattia bambino,
  • Permessi non retribuiti
  • Aspettativa non retribuita
  • Assenza dal lavoro ingiustificata
  • Sciopero 
sicurezza informatica

Sicurezza informatica e operazioni bancarie, soluzioni e precauzioni

sicurezza informatica

La sicurezza informatica è parte integrante dei moderni istituti di credito. Raramente ormai ci si reca fisicamente negli uffici, tutto può essere fatto comodamente utilizzando uno smartphone abilitato tramite app predefinita oppure da computer. La tutela di questi ambienti è fondamentale, con la corsa alle nuove tecnologie tutto è diventato ancora più importante, di conseguenza anche la cyber security non potrà prescindere dai questi processi.

I numeri della cybersecurity bancaria

Secondo l’analisi, che comprende anche il settore assicurativo oltre a quello finanziario, il numero degli incidenti in materia di sicurezza è stato pari a 998, di cui 471 casi in cui è stata confermata la successiva divulgazione dei dati sottratti. Denial of Service, attacchi alle applicazioni Web e il più tradizionale skimming hanno rappresentato l’88 per cento di tutti gli incidenti di sicurezza di questo comparto, con una incidenza di attaccanti esterni del 94 per cento e il restante 6 per cento legato a soggetti interni i cosiddetti basisti. Le violazioni dei dati confermate sono state associate all’utilizzo di trojan bancari per il furto e riutilizzo delle password dei clienti, ed alle operazioni di manomissione dei bancomat.

I tipi di dati compromessi sono stati principalmente quelli attinenti alle credenziali (71 per cento), seguiti da dati sui pagamenti (12 per cento) e da quelli di tipo personale (9 per cento). Eliminando dalla classifica gli attacchi principali legati agli ATM, agli attacchi DoS e alle botnet, restano gli abusi di accesso a fini fraudolenti (furti o sottrazioni da parte di dipendenti), seguiti da mix di altre tipologie di attacchi e da categorie miste d’incidenti. Di minore entità quelli perpetrati verso le web application, seguiti dagli episodi di cyber-spionaggio, fino ad incidenti specifici nelle singole sedi come le rapine.

La sicurezza comincia dal lato utente

Finora abbiamo parlato di numeri e statistiche su larga scala che hanno coinvolto i server delle banche, in ambito domestico il primo antivirus o anti phishing è l’utente. È fondamentale essere sempre con la guardia alta, quando arrivano strane mail o messaggi sospetti è sempre meglio cestinarli ed informarsi tramite il consulente finanziario o l’ufficio bancario preposto per non avere sgradevoli sorprese. La sicurezza informatica passa anche da software sempre aggiornati  e maggiore accortezza durante la navigazione. Oggi molti browser ci avvisano preventivamente se alcuni siti malevoli vogliono carpire informazioni di qualsiasi genere, quindi bisogna sempre essere attenti anche quando si viaggia sulla rete informatica.

fondi pensione per figli

I fondi pensione per figli e nipoti sono ormai una realtà consolidata

I fondi pensione per i figli sono diventati una realtà. È stato ritenuto erroneamente un argomento spendibile esclusivamente per i lavoratori, in realtà non è così. Oggi sottoscrivere un fondo pensione per i figli o nipoti è molto più frequente di quanto non si pensi. Possono essere intestati a bambini o adolescenti ma, ovviamente, vista la minore età dovranno essere sottoscritti dai rispettivi genitori o nonni i quali verseranno le somme. Questo garantisce un capitale sicuro con un modo del tutto nuovo di pensare al futuro di figli e nipoti, inoltre i soldi accumulati potranno essere utilizzati prima della normale data di scadenza, nel caso dovessero servire prima.

I vantaggi fiscali sui fondi pensione per figli

I vantaggi fiscali per nonni e genitori nel sottoscrivere questo prodotto possono essere molteplici, in media il loro utilizzo è incentivato.  Nello specifico, chi versa contributi su fondi pensionistici o piani individuali a favore di familiari può dedurre dalla propria dichiarazione fino a un massimo di 5.164,57 euro ogni anno. Esistono anche alcuni paletti da rispettare nel momento in cui di decide di optare per questo genere di ‘regalo’ , viene richiesto che il minore sia a carico e con un reddito complessivo inferiore ai 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili (che sale a 4.000 euro nel caso il beneficiario del fondo abbia meno di 24 anni).Per il resto non esistono altri tipi di limitazioni, in teoria si potrebbe cominciare a versare anche dal primo giorno di vita del bambino. I PIP o fondi pensione sono molto utilizzati proprio per la loro flessibilità.

Le prospettive di pensionamento oggi per un neonato o per un bambino di 10 anni, tenuto conto di uno scenario ottimista dell’adeguamento dei calcoli alla speranza di vita, è infatti di 70 anni. Le incertezze sulla normativa previdenziale futura, poi, sono senz’altro un motivo in più per compiere questa scelta.

Con il Natale che si avvicina si potrebbe pensare ad un regalo più utile dei soliti giocattoli, uno strumento pensato per il futuro. 

Un aiuto in più

Secondo alcuni calcoli fatti dal Corriere della Sera nel suo inserto Economia bastano 50 euro al mese per aggiungere 169 euro, 150 euro, o 129 euro alla rendita vitalizia mensile. L’84% degli italiani risparmia parte dello stipendio ogni mese, a fronte di una media europea del 75%. Il 40% però è pessimista sulla possibilità di avere una pensione dignitosa.

Sono alcuni dati emersi dalla settimana edizione dell’European Payment Consumer Report (Ecpr) di Intrum basato sulle risposte di oltre 24.000 consumatori di 24 Paesi europei (oltre 1.000 in Italia) intervistati per ottenere informazioni sulla vita quotidiana


Widiba

Widiba a Lecce apre le porte all’arte

Widiba apre i suoi uffici all’arte. Le banche tornano a fare mecenatismo. Ne è un esempio la mostra #contaminiamoci curata da Widiba a Lecce in piazza Mazzini, gli istituti di credito hanno dato alla cultura italiana nei secoli notevoli impulsi. Se prima erano i principi e i duchi, come Ludovico il Moro o Lorenzo il Magnifico, a regalare alla società splendide opere d’arte oggi tutto questo è strettamente legato al mondo bancario.

È quello che ha fatto banca Widiba aprendo i suoi uffici a iniziative culturali. Widiba arte è un vero passo avanti in questo senso come spiega l’area Manager William De Rose.

«Da anni siamo impegnati in un progetto di education gratuita, ossia di diffusione e comunicazione di informazioni e conoscenze nel settore economico e finanziario. Abbiamo pensato di alternare momenti di educazione finanziaria a momenti in cui si condividono le passioni con l’obiettivo di rendere l’ufficio finanziario uno “spazio aperto” disponibile per eventi e manifestazioni di varia natura e genere, sottraendolo così all’immagine cristallizzata di luogo deputato soltanto alle transazioni e alla gestione del risparmio.»

il video della mostra

In esposizione anche opere di Guttuso. Il pittore nasce il 26 Dicembre 1911 a Bagheria. Il padre Gioacchino, agrimensore di professione ma acquarellista per diletto e la madre Giuseppina d’Amico, preferiscono denunciarlo a Palermo il 2 Gennaio 1912, in seguito a un contrasto con la città a causa delle loro idee liberali. La città natale è molto importante nella formazione del pittore, perché lì, giovanissimo, entrò in contatto con il mondo della pittura, come racconta lui stesso: “tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di carri Emilio Murdolo prendeva forma la mia strada avevo sei, sette, dieci anni…”. Ma Bagheria è importante anche perché continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. 

Si potranno ammirare anche opere di Sassu, Mignieco e Fiume.

La mostra sarà aperta al pubblico a ingresso libero fino al 12 dicembre.

Sistemi pensionistici

Sistemi pensionistici a confronto, Italia e Svezia e le loro differenze

Sistemi pensionistici

Italia e Svezia a confronto per i loro sistemi pensionistici. Le differenze in alcuni casi possono essere sostanziali soprattutto se parliamo di metodo e dell’utilizzo della pensione integrativa.

Il calcolo della pensione in Svezia

Funziona con un sistema a ripartizione. Le pensioni sono pagate grazie ai contributi versati dai lavoratori e vengono calcolate, in base  all’importo  in funzione dei contributi versati dai lavoratori, della aliquota di rivalutazione dei versamenti e di un coefficiente attuariale, che converte il capitale in rendita in base a l’età anagrafica, fattori normativi, demografici ed economici. Un sistema abbastanza complesso ma che tiene conto di molteplici fattori. L’età per godere della pensione è molto flessibile e varia dai 61 ai 67 anni a discrezione del datore di lavoro, l’ammontare totale della rendita è pari al 55 – 60 % dello stipendio percepito durante la vita lavorativa. Lo stato svedese incentiva con sgravi fiscali la previdenza privata integrativa  che si va ad aggiungere ai contributi versati dai datori di lavoro. La previdenza integrativa entra a far parte del sistema pensionistico svedese, è lo stesso sistema che invoglia a sottoscriverla. 

Il sistema pensionistico italiano

Stefano Gronchi, consulente del governo Dini nel 1995, nel descrivere le varie tappe del sistema italiano le riassume in questa maniera in un intervista al portale lavoce.info: «in Svezia i tecnici vi hanno lavorato portandola allo stato attuale. In Italia, al contrario, la politica ha fatto da intralcio premendo per la sua realizzazione. Il tempo impiegato a realizzala è commisurato alla qualità». Una dichiarazione che riassume la situazione del sistema pensionistico Italia. Al contrario nei paesi anglosassoni l’attenzione su questo settore è molto alto tanto che i risparmiatori arrivano ad accantonare il 50%dei risparmi. 

Alcuni dati Istat

 Riassumiamo di seguito alcuni dati ufficiali dell’Istat per cercare di capire che direzione stiamo prendendo. Al 1° gennaio 2019 la stima dell’indice di vecchiaia è di 172,9 ultra 64enni per 100 giovani al di sotto dei 15 anni, era 143,4 per cento solo undici anni prima. (Istat rapporto annuale italia 2019)

46 anni: l’età media degli italiani (peggio solo il Giappone);

60enni più dei 30enni: la curva si è invertita a fine 2017;

104 anni: l’età attesa per il 50% dei bambini nati nel 2007;

14.500 le persone che hanno più di 100 anni in Italia

82 anni: la vita media attesa alla nascita.

-10mila i nati in meno nel 2018 rispetto al 2017.

-187mila il saldo nati/morti nel 2018

-6 milioni di persone in meno entro il 2031 nella fascia di età tra i 25 ed i 54 anni (fascia produttiva)

23 milioni gli italiani che lavorano oggi nel Paese

37 milioni gli italiani che non lavorano (vecchi, giovani, disoccupati)

-7,839 MLD euro disavanzo Inps 2018

1 mld la crescita del disavanzo 2018/2017

46 milioni i residenti in Italia tra 40 anni contro i 60 milioni di oggi

16 milioni le pensione erogate oggi

5,4 milioni prendono meno di 1000 euro al mese

1.500 assegno medio

2430 miliardi di Debito Pubblico

I tassi negativi sui risparmi stanno facendo perdere ricchezza alle famiglie. 

Fonti: borsaitaliana.it, istat

Andare in pensione

Andare in pensione? Ecco gli step da seguire per raggiungere questo traguardo

Andare in pensione

Andare in pensione e godersi la vecchiaia sono sicuramente degli obbiettivi raggiungibili. Andiamo per gradi a vedere come si può fare.

Andare in pensione, alcuni accorgimenti

A quanto ammonterà la nostra pensione? Il calcolo lo si può fare attraverso due semplici metodi:

  • Un calcolatore di risparmio on line
  • Con un consulente finanziario

Resta da dire che la seconda opzione è sicuramente quella più consigliabile per il semplice motivo che conosce la vostra posizione.

Lo stato di salute

Non è un aspetto da trascurare. Sottoporsi ad un check up completo vi mette al riparo da sgradevoli sorprese.

Situazione immobiliare


Molti futuri pensionati preferiscono cambiare stato e trasferirsi altrove, questo per svariate ragioni in primis per avere una vita molto più tranquilla. Sono definiti migranti previdenziali e questi spostamenti da un paese ad un atro sono dettati in primo luogo da necessità economiche, basti vedere le continue migrazioni verso il Portogallo, ma anche da fattori climatici; un clima meno rigido attira un maggior numero di anziani migliorandone sensibilmente la qualità della vita. Tutto questo preambolo per sottolineare che nel caso in cui si decida di cambiare occorre verificare che siano conformi alle leggi dello stato in cui andate a godervi la pensione: testamenti, trust, procure e donazioni. I recenti dati dell’Inps riportano che Circa l’85% degli assegni sono assorbiti dai dieci paesi in cui più ampia è la comunità dei nostri connazionali, vale a dire: Canada (54mila), Germania (52mila), Svizzera (47mila), Australia (46mila), Francia (44mila), Stati Uniti (36mila), Argentina (21mila), Belgio (14mila), Regno Unito (12mila) e Brasile (8mila).

Sistemare il portafoglio

L’asset allocation deve essere in linea con le necessità e su quanto si vorrà realizzare in futuro.

La scelta di un consulente finanziario

Il consulente finanziario è quella figura che saprà seguirvi anche in remoto consigliandovi per il meglio. Elaborerà un piano adeguato per poter gestire i vostri risparmi e al tempo stesso tenendoli al sicuro da tempeste improvvise.

Ottieni un piano di risparmio

I fondi pensione

I fondi pensione sono tornati a volare nello scorso settembre

I fondi pensione

I fondi pensione spiccano il volo. A rilevarlo è il Covip (la commissione vigilanza sui fondi pensione). Il paragone interessa in particolare il Tfr che nel settembre del 2019 è stato battuto nettamente. I fondi negoziali hanno guadagnato nei primi nove mesi dell’anno il 6,4 per cento.
Questi i dati forniti da repubblica.it:

«il 7,2 e il 9,4, rispettivamente, i fondi aperti e i PIP di ramo III. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dal flusso cedolare incassato sui titoli detenuti, il risultato è stato inferiore (1,3 per cento). Ma comunque superiore all’1,2 per cento messo a segno invece dalla rivalutazione del Tfr.»

Inoltre il Covip, dati alla mano, sottolinea ancora che:
« Nel periodo da inizio 2009 a fine dicembre 2018 (dieci anni), il rendimento medio annuo composto è risultato pari al 3,7 per cento per i fondi negoziali, al 4,1 per i fondi aperti e al 4 per i PIP di ramo III; al 2,7 per cento per le gestioni separate di ramo I. Nello stesso periodo, la rivalutazione media annua composta del TFR è stata pari al 2 per cento».


A far lievitare i rendimenti dei fonti a partire dall’inizio del 2019 la crescita sia delle azioni che delle obbligazioni.

Per le obbligazioni, spiega la Covip, «tale andamento ha corrisposto però al calo dei rendimenti, che hanno raggiunto un minimo storico in agosto per il consolidarsi di aspettative di ulteriore rallentamento della crescita del prodotto e per le nuove decisioni di politica monetaria in senso espansivo; inoltre, nel terzo trimestre, per i titoli italiani ha avuto luogo anche una riduzione consistente del premio per il rischio sovrano».
Il complessivo delle risorse destinate ai fondi pensione a fine settembre ammontava a 180 miliardi di euro.

Halloween

Halloween, una festa dal giro d’affari milionario

Halloween

La festa di Halloween non è solo una tradizione, ha un giro di affari annuale pari a 29 miliardi di euro solo in Italia. A darne conto è la Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi lo scorso anno con dei dati precisi, vediamoli nel dettaglio. 

I numeri della festa di Halloween

Il 15% di queste attività ha sede in Lombardia, sono più di 50mila per un business annuale di 7,8 miliardi. Con 18mila imprese e 5 miliardi di fatturato, Milano è prima in regione e seconda a livello nazionale preceduta solo da Roma (29 mila imprese e 3 miliardi di fatturato). Tra le prime 10 anche Brescia, settima con 7mila attività. Seguono in Lombardia Bergamo con 5mila imprese, Varese e Monza Brianza con circa 3mila. In Italia dopo Roma e Milano vengono Napoli con 16 mila e Torino con 12 mila, Salerno e Bari con oltre 7 mila. L’elaborazione della Camera di Commercio è stata fatta su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk. Il commercio degli oggetti per feste, poi, vale quasi 50 milioni di euro, di cui 32 di import e 15 di export. Oltre la metà’ dell’import viene dalla Cina con un valore che supera i 21 milioni di euro in sette mesi. La Cina rappresenta infatti il 66,6% delle importazioni italiane nel settore, ma diminuisce in un anno del 16,5%. Seguono Germania, Grecia (+172%), Francia e Spagna, che superano tutte il milione di euro.

L’export per le feste raggiunge invece la Francia, per un valore di 2,4 milioni di euro, la Germania (2,3 milioni), gli Stati Uniti (1,8 milioni) e Spagna (1,2 milioni circa). I dati sugli oggetti per feste – precisa la nota – provengono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat nei primi sette mesi del 2018 e 2017.

Non chiamatela festa per bambini. 

bene di rifugio

Bene di rifugio, sogno o utopia?

bene di rifugio

Un bene di rifugio è un investimento o un bene che mantiene inalterato il proprio valore iniziale nel tempo. Non dipende dalle fluttuazioni del mercato finanziario e dall’economia globale. Fatta questa doverosa premessa occorre sottolineare che trovare un prodotto con queste caratteristiche oggi è veramente complesso.

I diamanti un tempo avevano queste particolari caratteristiche, negli ultime mesi, però, la domanda è crollata a causa del rifiuto della De Beers di rivedere i prezzi dei grezzi naturali.

La multinazionale ha venduto solo 280 milioni di diamanti contro i 503 milioni dello stesso periodo del 2018. La vendita avviene solo 10 volte l’anno in Africa, qui non si definisce il prezzo ma la quantità di unità da acquistare.

La crisi globale del bene di rifugio

La contrazione della domanda in tutto il mondo, dalla Cina agli USA, sta provocando seri problemi alle aziende che li lavorano e rivendono come nel caso di alcune aziende israeliane. Qui i lavorati sono scesi da 3.32 miliardi di dollari a 2,62. Un calo del 28%.

Negli ultimi tempi solo l’oro riesce a tenere banco rispetto ai diamanti, almeno per il momento. Quali sono le cause del crollo di questo bene di rifugio? L’economia mondiale non aiuta, il rallentamento della Cina prima e di Hong Kong poi hanno consolidato il risultato negativo, inoltre la produzione di diamanti artificiali sta danneggiando il settore. Questo soprattutto perché sono praticamente identici agli originali e ad occhio nudo la differenza non si nota, la mancanza delle classiche imperfezioni naturali che un diamante naturale ha è materia affine solo ai professionisti del settore, inoltre il costo è notevolmente più basso, circa il 40% in meno, rispetto ai naturali.

In generale oggi nel mondo dell’economia globalizzata è difficile trovare un prodotto con un valore isolato e lontano dalla fluttuazione del mercato. Il diamante, un bene inestinguibile, è anche lui sottoposto alle regole stringenti del mercato attuale e del progresso tecnologico.

Il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale, bolla finanziaria e dazi. Sono queste le tre emergenze dell’economia planetaria

Il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale

Il rischio clima è per la prima volta sulle agende delle cancellerie di tutto il mondo. Il primo capitolo del Fiscal Monitor, il documento di politica economica, è dedicato proprio al clima dove si legge che per non sforare i 2 gradi di riscaldamento entro il 2030 le tasse sull’anidride carbonica nell’aria devono raggiungere i 75 dollari alla tonnellata. Oggi siamo a soli due dollari come media globale. Questo cosa comporterà? Molto semplice: un aumento delle tasse sull’energia con un balzo delle bollette per famiglia di circa il 43% per i prossimi dieci anni, ad aumentare sarà anche il prezzo della benzina del 14%. Il Fondo monetario chiede di procedere con la carbon tax che potrebbe far incrementare dallo 0,5 al 4,5 % il Più così da aiutare i ceti più deboli.

La bolla finanziaria

Una ricostruzione dettagliata arriva da Repubblica che spiega perfettamente questo fenomeno:

«Ma il triangolo della crisi non si esaurisce. L’altro lato importante che rischia minare l’equilibrio, seppure fragile, che si è raggiunto dopo la crisi del 2007-2008 è costituito dalla bolla offshore del dollaro: in giro per il mondo – avverte il Fondo – ci sono prestiti denominati in dollari per 12.400 miliardi: una cifra in rapida crescita negli ultimi anni, tant’è che nel 2012 questo stock era di 9.700 miliardi. Il rischio di “vulnerabilità” è immenso, basta un aumento dei tassi d’interesse o un rafforzamento del biglietto verde che buona parte di questo meccanismo potrebbe andare in crisi: da un lato i paesi, soprattutto quelli emergenti, potrebbero trovare difficoltà a far fronte ai prestiti in dollari, dall’altra le banche fuori dagli Stati Uniti potrebbero essere travolte dalla sofferenze.

Ma la tempesta internazionale, per ora sopita, ha anche un altro elemento di rischio, diretta conseguenza delle misure che le grandi banche centrali, dalla Fed alla Bce, hanno dovuto prendere in questi anni per far fronte alla recessione post-crisi. I tassi bassi, ha detto Kristalina Georgieva, rappresentano un fattore di “vulnerabilità finanziaria”. Fondi pensione e compagnie di assicurazione sulla vita hanno difficoltà a conseguire rendimenti e sono costrette ad assumere sempre maggiori rischi, le imprese approfittano dei tassi bassi per fare acquisizioni e fusioni e non investono.»

I Dazi

La guerra dei dazi certamente non fa bene all’economia globale, anzi si riflette drasticamente sull’economia reale come reale è il costo calcolato dall’Fmi. È come se l’economia mondiale perdesse di colpo la Svizzera con il suo 0,8 del Pil.