RedBird, la ricetta degli investimenti oculati

Il fondo d’investimento è il nuovo proprietario del Milan, la parola d’ordine dei neo proprietari è di non strafare ma seguire una strategia precisa

Il fondo d’investimento americano RedBird ha recentemente acquisito una delle squadre di calcio più importanti d’Europa: il Milan.

L’affare è stato chiuso con il fondo Elliot, anche lui statunitense, dopo aver scavalcato quello saudita nella corsa all’acquisto. I nuovi investitori hanno portato nel calcio europeo, drogato dagli ingaggi stratosferici di questi anni, un po’ di sana educazione finanziaria, ossia oculatezza e programmazione negli investimenti.

 La Gazzetta dello Sport ha voluto ipotizzare quello che sarà il piano di RedBird, avvalendosi dalle informazioni provenienti dai progetti sportivi già sviluppati altrove. Gerry Cardinale, fondatore e patron del fondo originario di Dallas, ha spiegato giorni fa la sua filosofia.

“Si dice che per vincere bisogna spendere un sacco di soldi, ma perché? Io dico che bisogna essere più intelligenti degli altri e non sacrificare il denaro”.

Il fondo ha investimenti, oltre che in ben 20 asset sportivi, a partire dal football americano, anche nel Liverpool e nel Tolosa, che recentemente ha conquistato l’accesso nella massima serie francese, mentre il Liverpool ha disputato con il Real Madrid la finale di coppa di campioni qualche settimana fa. Fare investimenti oculati e ben ponderati sembra essere la loro filosofia, non si può dargli torto visti anche i risultati ottenuti. Ma andiamo nello specifico, come si sta svolgendo l’affare Milan.

La società Usa di Gerry Cardinale non si avvarrà di finanziamenti da parte delle banche, con JpMorgan che insieme a Bank of America Merrill Lynch, hanno solo fatto da advisor di Elliott, ma ci sarà un “vendor loan”. Cosa significa? Che il prestito, che dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 300 milioni, sarà concesso direttamente da Singer a RedBird, operazione che accade con regolarità nel mondo della finanza per operazioni di questo genere. In pratica un pagamento a rate, dilazionato, di una parte della cifra pattuita per la cessione.

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