solar farm at sunny day

La sfida a colpi di pannelli solari

Uno stabilimento in Sicilia ha avviato la produzione dei nuovi pannelli bifacciali sfidando la produzione cinese

La Sicilia sfida la Cina sulla produzione dei pannelli solari. A scriverlo è Repubblica dove a due passi dal porto di Catania Enel Green Power amplierà la produzione di energia di quindici volte grazie ad un nuovo impianto per la produzione di pannelli. É costruito con pannelli bifacciali con la tecnologia più all’avanguardia d’Europa. La fabbrica di moduli solari che è già presente a Catania dal 2010 aumenterà la capacità di produzione da 200 MW a 3 GW all’anno, a conti fatti quindici volte quello attuale. I pannelli di 3Sun sono più longevi di quelli cinesi attualmente in commercio con un’efficienza superiore del 25%. Grazie a questo incremento saranno assunti mille dipendenti entro il 2024 e dall’indotto arriveranno altri mille posti di lavoro.

Altra importante azienda italiana, il gruppo Ferrero, riapre la stagione delle acquisizioni. Lo scrive il Sole24Ore. Si è consolidata sul mercato americano perfezionando l’acquisizione di Wells Enterprise, una storica azienda dello Iowa per la produzione dei gelati. Un duplice effetto che la vede protagonista sia sul mercato europeo che su quello statunitense. Liam Killen, attuale presidente di Wells diventerà amministratore delegato della nuova azienda, all’indomani della notizia sull’acquisizione dal gruppo Ferrero hanno fatto sapere che lascerà autonoma la nuova azienda che conta al suo attivo circa quattromila addetti.

Ancora guai per le criptovalute. I pubblici ministeri del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta pensando di presentare una denuncia per truffa nei confronti di Binance e dei suoi dirigenti, tra cui il ceo e fondatore Changpeng Zhao. Secondo un documento rilasciato dall’agenzia Reuters che cita quattro fonti a conoscenza della questione, i procuratori sono indecisi se passare aggressivamente all’azione o prendere tempo per esaminare ulteriori prove.

Le spese possibili si riferiscono a un’indagine avviata nel 2018 e incentrata sulla conformità di Binance alle norme antiriciclaggio e alle sanzioni. Secondo quanto riferito, sono coinvolti i procuratori di tre sedi del Dipartimento di Giustizia: la Sezione per il riciclaggio di denaro e il recupero di beni (MLARS), l’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto occidentale di Washington a Seattle e il National Cryptocurrency Enforcement Team.

Per quest’anno è l’ultima newsletter, mi fermo per le vacanze. Ci risentiamo a gennaio, buone feste!

Rispondi