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La liquidità aumenta sulla scia della paura pandemica

La liquidità messa da parte dai risparmiatori aumenta tanto che si pensa ad un vero e proprio asset

La liquidità un asset da valorizzare. Ne sono convinti gli analisti che la stanno vedendo aumentare in maniera esponenziale, oggi ha raggiungendo la ragguardevole cifra di oltre 1.700 miliardi. La ragione l’ho esposta già in precedenza parlando della poca fiducia nel futuro da parte dei risparmiatori e nella paura che la pandemia da Covid 19 ha scatenato. 

Conseguenze dirette sono la paura di spendere e di trattenere i risparmi per momenti peggiori; la pandemia ha sviluppato, però, la fiducia nei confronti dei consulenti finanziari. Una ricerca recente ha evidenziato che nel 2020 il 66% degli intervistati ha deciso di rimanere con il  proprio consulente. Un punto a favore del nostro lavoro.

Il consulente finanziario, una figura in crescita  

Una figura in crescita che la marcata informatizzazione di questi mesi ha contribuito a consolidare. Il 2020 ha portato con sé anche una rivoluzione digitale, un processo che ha accelerato l’avvicinamento dei piccoli risparmiatori alla figura del consulente finanziario. 

A tal proposito, il rapporto Consob ricorda che uno dei motivi principali per cui i risparmiatori non si rivolgono a un consulente è che hanno a disposizione piccoli capitali, mentre a motivarli alla consulenza digitale sarebbe proprio la possibilità di avere a disposizione un professionista in carne e ossa.

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I dati del risparmio gestito di novembre 2020

Intanto i dati del risparmio gestito di novembre 2020 sono positivi. Chiude con una raccolta netta di 5,93 miliardi di euro, in aumento dai 2,95 miliardi di ottobre. Ma nei fondi aperti i flussi sono in rallentamento a 1,47 miliardi dai 2,19 miliardi di ottobre (683 milioni nei chiusi da 208 milioni), mentre le gestioni di portafoglio vedono salire il saldo a 3,78 miliardi dai 553 milioni del mese precedente. Quanto alle singole categorie di fondi aperti si registra un forte aumento della raccolta degli azionari (3,03 miliardi dai 349 milioni di ottobre, per un totale da gennaio di 11,84 miliardi) in un mese, quello di novembre, che è stato particolarmente positivo per le borse. In recupero anche gli obbligazionari (2,99 miliardi da 1,39 miliardi di ottobre, pari a 6,64 miliardi da gennaio), mentre frenano i bilanciati (279 milioni da 4,52 miliardi di ottobre, ovvero 7,7 miliardi negli 11 mesi) e restano sempre in rosso i flessibili (-1,34 miliardi da -1,91 miliardi) e soprattutto i fondi monetari (deflussi per 3,50 miliardi dai -2,13 miliardi di ottobre) che contribuiscono a ridurre il dato totale della raccolta degli aperti.


fonte: money.it 

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