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Il vaccino anti Covid Pfizer, la doppia valenza sanitaria ed economia

Il vaccino anti Covid della Pfizer tanto atteso e che sta dando ottimi risultati potrebbe salvare sia il sistema sanitario che quello economico.

Il contesto mondiale è ancora fragile ed in piena pandemia. Le notizie che ci arrivano di un vaccino anti Covid della Pfizer pronto entro i primi mesi del 2021 ci confortano enormemente e ci danno fiducia anche se ancora in fase di sperimentazione. Di certo abbiamo la comunicazione dell’azienda ma ancora nessun dato verificato. Vediamo però come gli esperti prevedono gli scenari futuri in particolare in ambito economico. L’annuncio da parte della multinazionale statunitense Pfizer ha portato esuberanza nei mercati, un’esuberanza simile all’annuncio dell’elezione di Biden. La prospettiva di un vaccino entro breve tempo significherebbe soprattutto la liberazione dei risparmi accumulati da parte delle famiglie ormai chiuse da troppo tempo a causa della crisi sanitaria. Tutto questo potrebbe indurci a rischiare qualche cosa in più sui nostri portafogli monetari.

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Cominciamo col dire che dobbiamo tenere presente che esiste uno scenario potenzialmente molto positivo per i mercati ed è per questo che aumentiamo a margine il rischio nei portafogli, anche se ciò significa soffrire di volatilità a breve termine.
In questo modo, stiamo riducendo il peso dei titoli di Stato, che sono praticamente non redditizi e hanno perso gran parte della loro capacità di proteggere un portafoglio globale ai livelli attuali per rafforzare i titoli ad alto rendimento in Europa.

Quest’ultima beneficerebbe anche di un ulteriore allentamento monetario da parte della BCE, che, secondo alcuni banche centrali, sembra essere in fase di studio. Aumentiamo anche il peso delle azioni giapponesi a scapito delle azioni europee.
Il mercato giapponese beneficia infatti di un ambiente sanitario controllato, ma anche di una volontà di rilancio dell’economia che sembra addirittura accentuarsi con la nuova amministrazione.
Questo volontarismo è in qualche modo in contrasto con il contesto europeo. Dopo un notevole sforzo, i margini di manovra si sono notevolmente ridotti. (Wall Street Italia).

Come stanno gestendo i conti gli italiani?


Un’analisi condotta da Deposit Solutions, sui dati della Banca Centrale Europea, sui movimenti sui conti correnti degli europei durante i mesi della pandemia da Covid 19, mostra che i risparmiatori dell’Eurozona hanno depositato 43 miliardi di euro a marzo 2020. Un totale di 7.800 miliardi di euro è attualmente depositato nelle banche della zona euro. Il popolo italiano viaggia con circa 1.200 miliardi depositati sui conti. L’ABI nella rilevazione di Settembre 2020 registra un aumento dell’8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, portando l’ammontare depositato a 1.682 miliardi di euro, +125 miliardi rispetto all’anno precedente.

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Il risparmio dei giovani italiani

Un’altra ricerca condotta da ConsumerLab invece rileva che sulla GenerazioneZ (nati dopo il 1997) il tema del risparmio e della finanza interessa solo il 5% dei 700 giovani intervistai. Più della metà preferisce tenere i soldi in casa per pagare in contanti (oltre il 71% usa il contante). Tenere i soldi fermi, o pagare in contanti, comporta dei costi. Nel primo caso il denaro perde valore. Investirlo invece ad esempio nei BTP Futura o su deposito titoli può far guadagnare con un rischio basso. Nel secondo caso non si sfrutta il cashback che partirà il 1% con rimborsi sulle spese fino a 300 euro all’anno oltre ad un superpremio di 3.000 euro. (Trend Online)

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