Il mercato obbligazionario evolve, l’Egitto è tra i paesi promettenti

Il mercato obbligazionario varia, tra i soggetti più interessanti in questo periodo troviamo l’Egitto. Si è affidato al FMI per un piano di rilancio.

Nel nostro ambiente è sempre bene guardarsi intorno per capire le novità del momento. In ambito obbligazionario sta emergendo un paese piuttosto vicino a noi come l’Egitto. Il motivo è chiaro, la lira egiziana sta riprendendo terreno nei mercati da quando nel 2016 ha deciso di sottoporsi ad un piano di assistenza finanziario del Fondo Monetario Internazionale. In cosa consiste:

Esso prevede prestiti a tassi agevolati, in cambio di riforme. E proprio la liberalizzazione del tasso di cambio fu la primissima riforma varata da Il Cairo quattro anni fa per evitare di fare la fine del Venezuela.

A causa della pandemia, l’economia egiziana ha rallentato il tasso di crescita e ha chiesto aiuto nuovamente all’FMI, che tramite lo Stand-By Agreement da 5,2 miliardi di dollari, di cui 2 miliardi già erogati, sta sostenendo il paese nordafricano in questo frangente difficile. Il turismo, settore trainante dell’economia domestica, ha risentito duramente dei lockdown e conseguente crollo della mobilità internazionale, ma l’aspetto che va sottolineato è che il PIL quest’anno in Egitto non chiuderà con il segno meno, contrariamente alla quasi totalità delle economie mondiali. (Investire Oggi).

I dati dell’Egitto sul mercato obbligazionario

  • Nel 2019 aveva chiuso il suo anno fiscale a +5.6%
  • Giugno 2020 +3.6%
brown dome building
Photo by Aviv Perets on Pexels.com

Le previsioni per il prossimo anno dovrebbero essere di un +2.8%, questi dati lo hanno tenuto fuori dalla recessione. Bisogna aggiungere però che il debito pubblico potrebbe salire in area 100% rispetto al Pil.

Se si volesse evitare il debito in valuta locale, perché non puntare su quello in euro? La scadenza 16 aprile 2030 e cedola 5,625% (ISIN: XS1807305328) tratta di poco sotto la pari e venerdì scorso offriva un rendimento del 5,74%. Rispetto ai valori di inizio anno perde il 3%, altro segno che dall’estero i capitali non siano affluiti sull’obbligazionario, forse intimoriti dalla necessità del paese di ottenere nuovi aiuti dall’FMI. Ma proprio questi ultimi rappresentano una garanzia di stabilità macro e di politica economica razionale, laddove altri paesi come la Turchia sono stati costretti dalla realtà a cambiare passo. C’è valore in quel 14-15% di rendimento sul mercato sovrano egiziano. E chi lo capirà prima degli altri potrà approfittarne. (Fonte Investire Oggi)

Rispondi