Gli Esg vincono in Europa ma in Italia stentano ancora

Gli Esg sono la nuova rivoluzione soprattutto in Europa, hanno ripreso valore in Italia nell’ultimo anno. Peggio di noi solo gli Stati Uniti 

Il mondo si evolve e anche quello della finanza con lui. A dare forma ad una sorta di rivoluzione oggi abbiamo i cosiddetti fondi ESG, nel loro utilizzo, purtroppo, l’Italia occupa gli ultimi posti in Europa, insieme alla Gran Bretagna. Svettano ai primi posti invece Germania, Olanda e Francia.

Cosa sono i fondi ESG

quifinanza.it  li definisce come dei produttori di energie rinnovabili o di auto elettriche ma anche aziende che rispettano i diritti dei lavoratori, delle minoranze o tengono a cuore la parità di genere tra i sessi. Sono alcuni esempi di imprese quotate sui mercati finanziari internazionali, i cui titoli possono entrare nel portafoglio dei fondi d’investimento sostenibili (o Esg), una categoria di prodotti finanziari che oggi in Europa va per la maggiore e che raccoglie almeno 100miliardi di euro ogni trimestre. Si tratta nello specifico di fondi che, quando costruiscono il loro portafoglio di titoli, non si pongono soltanto obiettivi di tipo finanziario.  Non puntano cioè solo a massimizzare il rendimento, ma tengono conto di altri fattori ormai divenuti importantissimi, indicati con l’acronimo Esg (enviromental, social and governance), che identifica la tutela dell’ambiente, la responsabilità sociale e la trasparenza della governance, la gestione dell’azienda. 

L’Italia e gli Esg

Secondo una ricerca di Prometeia, riportata poi da IlSole24Ore, il 70% di chi investe in ESG non sa di cosa si tratti. Tra coloro che in futuro vorrebbe un investimento green, c’è una piccola minoranza qualificata che chiede una maggiore attività degli intermediari nella selezione di prodotti sostenibili adeguati alle sue necessità.

I gestori della Germania svettano su tutti, in ben tre categorie su quattro. Seguono i francesi, gli olandesi e gli svizzeri. L‘Italia rimane, come detto, sotto la media tre volte su quattro. A fare compagnia, i gestori britannici. Gli americani si guadagnano praticamente l’ultimo posto. Qualcosa però nel bel paese si muove:

“L’Italia” spiega Sebastiano Mazzoni Perelli, managing director a capo dell’area wealth & asset management di Prometeia, “negli ultimi quattro anni, la quota di fondi Esg destinati al retail è passata dal 2,4% al 7%”.
Che specifica: “parliamo di circa 300 prodotti, di cui 90 acquisiti nell’ultimo anno, per un totale di 41 miliardi di asset”.

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