Conto corrente cointestato

Conto corrente cointestato, la metà spetta al cointestatario

Conto corrente cointestato

La comodità di un conto corrente cointestato è indubbia ma cosa succede se una delle due parti viene a mancare? A chiarire questa particolare situazione ci viene incontro la giurisprudenza e in particolare ne da notizia il sito La Legge per tutti.

Il secondo titolare della giacenza può vantare dei diritti sul 50 % delle somme che sono state depositate in banca o negli uffici postali, la seconda parte potrà essere utilizzata dopo aver espletato le pratiche di successione. 

Il classico caso studio è quello della morte di uno dei due, il contestatario può prelevare la metà della giacenza mentre la restante parte sarà bloccata dall’istituto di credito in attesa del dossier prodotto dagli eredi con la dichiarazione di successione.

La prassi prevede in questi casi che gli eredi debbano presentare la documentazione all’Agenzia delle Entrate e successivamente in copia anche alla banca dove si trova il conto corrente. Solo in questi casi si potrà procedere allo sblocco della somma rimasta di proprietà del correntista deceduto.

Conto corrente cointestato, il fisco procede all’accertamento

Un’altra novità introdotta riguarda anche gli accertamenti in ambito fiscale. 

Il Fisco può procedere all’accertamento anche sui conti correnti bancari cointestati, le operazioni di controllo dell’AdE sono legittime anche se riferite ai conti con i congiunti del contribuente sia in riferimento all’accertamento fiscale delle imposte dirette sia per l’accertamento dell’Iva.

Sostanzialmente il deposito bancario o postale cointestato con un coniuge, un genitore, familiare o altri soggetti finirà sotto la lente d’ingrandimento durante gli accertamenti fiscali.

A chiarire la legittima dell’accertamento fiscale è l’ordinanza numero 4681 del 21 febbraio 2020 della Cassazione civile, che specifica che sono legittime le operazioni effettuate per accertamento fiscale su indagini bancarie estese anche ai congiunti del contribuente (persona fisica).  A legittimare il controllo è sufficiente il solo rapporto familiare, che giustifica le operazioni effettuate su conto corrente cointestato bancario ai congiunti. Il contribuente può sempre difendersi fornendo la prova contraria.

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